Sostituire la caldaia oggi conviene. Se si sta pensando di dismettere il vecchio apparecchio per riscaldare l’acqua, questo può essere il momento giusto. Ormai da anni la sostituzione caldaia è oggetto di bonus e detrazioni fiscali. Nell’ultimo periodo gli sgravi sono ulteriormente aumentati. Vediamo quali sono le condizioni per aderire ai bonus sostituzione caldaia, qual è la platea dei beneficiari e quali importi si possono portare in detrazione.

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Sostituzione caldaia: guida ai bonus e alle detrazioni fiscali

Sostituzione caldaia: guida ai bonus e alle detrazioni fiscali

Sostituire la caldaia oggi conviene. Se si sta pensando di dismettere il vecchio apparecchio per riscaldare l’acqua, questo può essere il momento giusto. Ormai da anni la sostituzione caldaia è oggetto di bonus e detrazioni fiscali. Nell’ultimo periodo gli sgravi sono ulteriormente aumentati. Vediamo quali sono le condizioni per aderire ai bonus sostituzione caldaia, qual è la platea dei beneficiari e quali importi si possono portare in detrazione.

Quali sono gli incentivi per la sostituzione della caldaia

Quando si parla del rapporto tra sostituzione caldaia e bonus, può accadere di perdersi nei meandri della burocrazia. La sostituzione della caldaia è oggetto di Ecobonus o di Superbonus 110%? Facciamo chiarezza.
Il bonus caldaie è stato rinnovato anche per il 2021. 

  • Prevede una detrazione fiscale al 65% per chi provvede a sostituire e installare una nuova caldaia di condensazione di classe A con contestuale montaggio delle valvole di termoregolazione. 
  • Si ha invece diritto a una detrazione fiscale pari al 50% per l’installazione di una caldaia a condensazione classe A senza valvole. 
  • La detrazione è pari a zero se si installa una caldaia di classe B o inferiore. 

La detrazione è quindi direttamente proporzionale all’efficienza energetica. Tra le novità del Superbonus 110%, sulle quali ci soffermeremo più avanti, sono invece confermate la cessione del credito e lo sconto in fattura.

Sostituzione caldaia: la normativa

Quando scatta l’obbligo di sostituzione della caldaia?

  • La normativa europea, entrata in vigore a fine 2015, ha previsto l’eliminazione dal mercato di alcuni tipi di caldaie.
  • Contestualmente è scattato l’obbligo, da parte delle aziende produttrici di caldaie, di evidenziare l’efficienza energetica dell’apparecchio tramite etichetta energetica. Questa normativa non fa riferimento specifico all’obbligo di sostituzione della caldaia, ma solo alla messa al bando delle caldaie a camera stagna. Ciò significa che, nel momento in cui si andrà a sostituire la propria caldaia, non si potranno più acquistare modelli desueti. La scelta dovrà ricadere esclusivamente sulle caldaie a condensazione.

La sostituzione in favore di modelli più rispettosi dell’ambiente e del risparmio energetico (quindi dei costi in bolletta) si rende necessaria in caso di guasti o malfunzionamenti della caldaia che si sta utilizzando. Una caldaia che funziona male rappresenta infatti un potenziale pericolo. Oltre a delle semplici perdite d’acqua può generare delle fughe di gas.

Nel momento in cui ci si avvede di alcuni problemi che non si possono sistemare con una regolare manutenzione della caldaia, bisogna procedere alla sostituzione. La sostituzione caldaia deve essere effettuata esclusivamente da tecnici specializzati in possesso delle certificazioni necessarie per poter procedere.

Sostituzione caldaia: Ecobonus

Sul versante delle detrazione per la sostituzione della caldaia si fa riferimento, ormai da anni, al cosiddetto Ecobonus.

Questa misura dà diritto a godere a una serie di incentivi. La sostituzione della caldaia permette di richiedere all’acquirente una detrazione fiscale del 50% o del 65%. La percentuale varia in base al tipo di spesa sostenuta e all’efficienza energetica della caldaia installata. 
Come accennato in precedenza, infatti, per la sostituzione caldaia la detrazione può essere chiesta solo in caso di installazione di caldaie di ultima generazione. Queste devono essere caratterizzate da una classe energetica elevata (da A a salire) che assicuri la riduzione delle emissioni inquinanti nell’atmosfera.

Per quanto riguarda gli importi da portare in detrazione, la prima quota detraibile va indicata nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo all’acquisto della caldaia. 

Come funziona l’Ecobonus per la sostituzione della caldaia

Vediamo nel dettaglio chi può richiedere e come richiedere l’Ecobonus per la sostituzione della caldaia.

Le detrazioni per la caldaia rese disponibili dall’Ecobonus sono di due diversi importi, pari al 50% o al 65% della spesa sostenuta. L’importo della detrazione dipende dal tipo di caldaia e di impianto. 

  • Se si procede alla sostituzione della vecchia caldaia a condensazione con un modello di classe A o superiore, si può richiedere una detrazione pari al 50%. 
  • Se questa viene installata insieme a un impianto di riscaldamento moderno, ovvero un sistema di termoregolazione almeno di quinta classe, si può richiedere una detrazione pari al 65%. La stessa percentuale (65%) si può ottenere se alla caldaia a condensazione vengono associati degli impianti misti. Nello specifico si tratta di impianti che prevedono l’integrazione tra la caldaia a condensazione e la pompa di calore. 
  • Una detrazione che supera il 65% è prevista quando si opta per il cambio della caldaia e l’installazione di un sistema di termoregolazione smart. Questi deve essere dotato di sensori ambientali che consentano di regolare l’accensione e lo spegnimento della caldaia in base alle temperature esterne.

Gli sgravi dell’Ecobonus riguardano sia i privati che i condomini. A fronte di un miglioramento dell’efficienza energetica in condomini che prevedono il riscaldamento centralizzato, si possono richiedere incentivi del 70% o 75% della spesa totale. Per poter beneficiare delle detrazioni fiscali riservati ai condomini, tutti gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica devono interessare esclusivamente le zone comuni.

Cessione del credito per sostituzione caldaia

Le detrazioni fiscali legate alla sostituzione della caldaia possono essere trasformate anche in due istituti diversi. Il beneficiario può infatti ottenere lo sconto direttamente in fattura, oppure ricevendo il rimborso di quanto speso da banche o istituti finanziari. 

Ai sensi dell’articolo 121 del Decreto Rilancio, chi nel 2020 e 2021 ha sostenuto spese per gli interventi di riqualificazione energetica può optare, in alternativa:

  • per lo sconto in fattura. Si tratta di un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso. Tale corrispettivo viene anticipato dai fornitori che hanno effettuato gli interventi e da questi ultimi viene recuperato sotto forma di credito d’imposta, di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari;
  • per la cessione del credito. La cessione di un credito d’imposta consiste in un rimborso di pari ammontare da parte di banche o istituti finanziari, con facoltà successiva di cessione ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Superbonus 110% per sostituzione caldaie: quando spetta?

Il Decreto Rilancio 2020 ha ampliato la gamma di benefici rivolti a chi sostituisce una caldaia.

La detrazione del Superbonus 110% si applica alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Può essere spalmata in cinque quote annuali (e non più dieci, come in precedenza) di pari importo. Anche in questo caso, però, si può optare alternativamente per lo sconto in fattura o la cessione del credito. 

La percentuale del 110% è applicabile a tutti gli interventi incentivati con l’Ecobonus, a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli altri interventi specificati dalla normativa.

  • Tra gli interventi che, se associati all’Ecobonus, danno diritto al 110% rientrano quelli sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione. L’ammontare delle spese non deve essere superiore a 30.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio. 
  • Nelle abitazioni unifamiliari, invece, deve essere prevista la sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento con pompa di calore o sistemi ibridi per un importo non superiore a 30.000 euro. 

Soltanto la presenza di uno di questi due interventi può permettere di far rientrare in detrazione gli altri eventuali interventi previsti dall’Ecobonus. Tra i quali, ovviamente, anche la sostituzione caldaia. 
Per accedere al Superbonus 110% gli interventi devono anche assicurare il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio.

In assenza di entrambe le condizioni di cui sopra, l’installazione di una nuova caldaia a condensazione continua a usufruire dei vecchi parametri dell’Ecobonus. Ovvero, nello specifico, il bonus corrisponde a una detrazione del 50%, 65% o 75% a seconda della soluzione adottata. 

Stai pensando di sostituire la caldaia?

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