La caldaia è uno strumento essenziale all’interno di ogni casa. Ma per il suo corretto funzionamento sono indispensabili manutenzione e controlli periodici. Tra questi, ha una particolare importanza il controllo dei fumi della caldaia: un procedimento che va fatto con regolarità e affidato ad esperti, per evitare malfunzionamenti e non incorrere in dispendiose sanzioni amministrative. Questa operazione è fondamentale anche per questioni di efficienza energetica. Vediamo allora in che cosa consiste il controllo fumi della caldaia, ogni quanto deve essere effettuato e quanto costa in media.

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Controllo fumi caldaia: tempi, costi e obblighi di legge

Controllo fumi caldaia: tempi, costi e obblighi di legge

La caldaia è uno strumento essenziale all’interno di ogni casa. Ma per il suo corretto funzionamento sono indispensabili manutenzione e controlli periodici. Tra questi, ha una particolare importanza il controllo dei fumi della caldaia: un procedimento che va fatto con regolarità e affidato ad esperti, per evitare malfunzionamenti e non incorrere in dispendiose sanzioni amministrative. Questa operazione è fondamentale anche per questioni di efficienza energetica. Vediamo allora in che cosa consiste il controllo fumi della caldaia, ogni quanto deve essere effettuato e quanto costa in media.

Che cos’è il controllo dei fumi?

Ci sono molti tipi di caldaie, ma tutte sono dotate di un bruciatore e di un corpo caldaia: nel primo avviene la combustione, nel secondo ha luogo lo scambio di calore tra fiamma, fumi e acqua. 

Nel corso della sua normale attività, una caldaia produce dei fumi prodotti della combustione che vengono espulsi tramite una canna fumaria, ossia una tubazione che porta i fumi della combustione all’esterno dell’abitazione.
Caldaie di tipo diverso producono fumi differenti: monossido di carbonio, ossido di azoto, vapore acqueo e anidride carbonica. Alcune di queste emissioni sono tossiche.

Il controllo fumi della caldaia viene effettuato analizzando diversi indicatori, i più importanti dei quali sono: il rendimento della caldaia, la concentrazione di CO (monossido di carbonio) e l’indice di fumosità. Ma cosa sono esattamente?

Il rendimento

Il rendimento della caldaia misura il rapporto tra potenza termica utile, cioè il calore che va al fluido termovettore, e potenza termica al focolare, ossia il calore prodotto dalla combustione. Il rendimento della caldaia ci dice quanto del calore generato viene utilizzato per riscaldare e quanto invece viene disperso tramite i fumi espulsi dalla canna fumaria.

La concentrazione di CO

Il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore e non irritante, che viene prodotto dalla combustione che avviene all’interno della caldaia. Diventa molto tossico quando raggiunge una concentrazione elevata e può rappresentare un vero e proprio rischio in ambienti non ventilati. Per legge, il valore non deve essere superiore a 1000 ppm.

L’indice di fumosità

L’indice di fumosità è un indicatore importante per valutare l’andamento della combustione. L’emissione di fumo nero dalla canna fumaria indica infatti la presenza di fuliggine che, a sua volta, è dovuta a una combustione incompleta che causa una perdita di rendimento energetico della caldaia.

Controllo fumi caldaia: è obbligatorio?

Il controllo dei fumi della caldaia è assolutamente obbligatorio, e non effettuarlo vuol dire incorrere in sanzioni anche molto salate. Il controllo dei fumi deve essere effettuato da tecnici specializzati, e la sua frequenza varia in base al tipo di caldaia

Attenzione: il controllo dei fumi è obbligatorio anche sugli impianti di case in cui non si risiede in modo permanente se l’impianto è funzionante o, pur disattivato, può essere riattivato in qualsiasi momento. Non è necessario fare controllo dei fumi e revisione della caldaia se l’impianto termico non è funzionante o, a seguito della disdetta del contratto di fornitura e dell’apposizione di sigilli, è stato dichiarato inattivo con un’apposita comunicazione.

Controllo fumi caldaia: ogni quanto va fatto?

Il controllo fumi della caldaia viene effettuato ogni 1, 2 o 4 anni, in base al tipo di caldaia da controllare.

Nello specifico:

  • Gli impianti termici a combustibile liquido o solido, con una potenza termica inferiore o uguale a 100 kW, vanno controllati ogni 2 anni. 
  • Gli impianti a gas metano o GPL, con una potenza termica inferiore o uguale a 100 kW, vanno controllati ogni 4 anni.
  • Gli impianti a gas metano o GPL, con una potenza termica superiore a 100 kW, vanno controllati ogni 2 anni.
  • Infine, gli impianti termici a combustibile liquido o solido, con una potenza termica superiore a 100 kW, vanno controllati ogni anno.

Controllo fumi caldaia: sanzioni

Non effettuare il regolare controllo fumi della caldaia significa rischiare sanzioni amministrative anche molto salate. 

  • Una multa per un mancato controllo può ammontare da un minimo di 500 euro a un massimo di 3.000 euro. 
  • Una multa tra i 500 e i 600 euro, invece, è prevista per inquilini o proprietari sprovvisti del libretto di impianto.

Bollino blu e bollino verde

Una volta effettuato il controllo dei fumi e la revisione della caldaia, è possibile ottenere un bollino che attesti le verifiche effettuate.

  • Il bollino verde certifica l’avvenuta revisione della caldaia, ed è obbligatorio per tutti i Comuni con una popolazione inferiore a 40mila abitanti. È di competenza di Regione o Provincia.
  • Il bollino blu per le caldaie è anch’esso una certificazione obbligatoria che attesta gli avvenuti controlli sulla caldaia per efficienza, buon funzionamento ed emissione di sostanze inquinanti. Viene rilasciato dai tecnici specializzati dopo il controllo dei fumi, della combustione, della corretta manutenzione e della pulizia del bruciatore. 

Il rilascio del bollino verde o del bollino blu ha un prezzo variabile, che può essere diverso da Regione a Regione, ma il suo costo è di solito compreso nell’intervento di manutenzione e controllo fumi della caldaia. 

Perché il bollino blu della caldaia è importante?

Aggiudicarsi il bollino blu vuol dire attestare la buona salute del proprio impianto di riscaldamento, ma influisce anche sulla possibilità di incorrere in ispezioni e sanzioni qualora l’impianto non fosse stato adeguatamente controllato. Coloro che subiscono un’ispezione da parte delle autorità vengono infatti selezionati a campione tra tutti quelli che risulta non abbiano pagato il bollino blu.

Non tutte le regioni hanno però costituito il database online necessario a queste operazioni, per cui incorrere in una sanzione è molto più probabile per chi non ha effettuato il controllo fumi della caldaia in Lombardia, Liguria, Marche, Toscana e Umbria. 

Controllo fumi caldaia: prezzo

Quanto costa il controllo fumi della caldaia? Questo intervento viene effettuato di rado da solo. Viene normalmente affiancato alla revisione e manutenzione della caldaia. Il costo della manutenzione della caldaia e controllo fumi, quindi, si aggira attorno ai 100/130 euro.

Responsabilità del controllo fumi caldaia

A chi spetta questa spesa?

  • Nel caso di una casa in affitto, il costo di questo intervento è a carico dell’affittuario, in quanto si tratta di una spesa relativa alla manutenzione e alla conservazione di un bene reso disponibile dal proprietario di casa.
  • Nel caso di un immobile dotato di impianto centralizzato, invece, la responsabilità delle cure di manutenzione ricade sull’amministratore di condominio.

Manutenzione e controllo fumi: qual è la differenza?

La manutenzione della caldaia e controllo fumi vanno spesso a braccetto, ma non sono esattamente la stessa cosa.
Qual è la differenza tra i due?

  • Come abbiamo visto, il controllo fumi è l’analisi della combustione all’interno della caldaia e dei gas che ne vengono emessi. Misura il rendimento della caldaia, la concentrazione di monossido di carbonio nei fumi espulsi e il grado di fumosità. 
  • La manutenzione della caldaia, invece, è la verifica della corretta operatività dell’impianto, e comprende la pulizia di due importanti componenti: il bruciatore, ossia l’elemento della caldaia dove il combustibile si miscela all’ossigeno e innesca la combustione, e lo scambiatore di regolazione, ossia l’elemento che consente il passaggio di calore dalla fonte energetica all’acqua dell’impianto domestico, destinata al riscaldamento quanto all’acqua calda sanitaria. Durante la manutenzione della caldaia vengono controllati anche i filtri, la tenuta dell’impianto e la corretta ventilazione del locale dove è installata.

Obbligo e frequenza della manutenzione della caldaia

La manutenzione della caldaia è obbligatoria quanto il controllo dei fumi, ma i tempi in cui deve essere effettuata variano, e non sono regolamentati dalla legge con la stessa precisione. 

Quando si parla di manutenzione ordinaria, il punto di riferimento principale per la sua frequenza è il libretto della caldaia, dove viene segnalata ogni quanto l’ispezione è necessaria. In assenza del libretto, bisogna invece affidarsi alle indicazioni del tecnico

La manutenzione della caldaia e il controllo fumi della caldaia sono interventi che vengono normalmente eseguiti insieme, ma è importante controllare la frequenza obbligatoria di entrambi per la specifica caldaia installata: potrebbe avvenire, infatti, che le due non combacino e che sia necessario effettuare il controllo dei fumi più frequentemente della manutenzione ordinaria della caldaia.

Devi effettuare la manutenzione ordinaria della caldaia?

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