Il nostro condizionatore non funziona correttamente e neppure la manutenzione ordinaria riesce risolvere il problema? Forse a questo punto dovremmo controllare il gas. Uno degli elementi cruciali per il corretto funzionamento dell’apparecchio, infatti, è proprio il gas refrigerante. Ma come capire se manca gas nel condizionatore? E cosa fare quando ci si trova di fronte a questo problema? Vediamo in questo articolo la procedura da seguire e come caricare il gas del condizionatore.

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Come capire se manca il gas nel condizionatore: consigli pratici

Come capire se manca il gas nel condizionatore: consigli pratici

Il nostro condizionatore non funziona correttamente e neppure la manutenzione ordinaria riesce risolvere il problema? Forse a questo punto dovremmo controllare il gas. Uno degli elementi cruciali per il corretto funzionamento dell’apparecchio, infatti, è proprio il gas refrigerante. Ma come capire se manca gas nel condizionatore? E cosa fare quando ci si trova di fronte a questo problema? Vediamo in questo articolo la procedura da seguire e come caricare il gas del condizionatore.

Gas condizionatore: cos’è e come funziona

Il gas contenuto nel condizionatore è una miscela che assicura il funzionamento dei climatizzatori. Costituito da componenti gassose, ma allo stato liquido, è solitamente indicato con una sigla alfanumerica. La più comune è R-410A, composta da R32 (obbligatorio dal 2015 perché a basso effetto serra) e R125. 
Il gas refrigerante fa sì che il calore venga trasferito da una sorgente più calda a una più fredda. In questo modo viene azionato il processo che permette all’impianto di climatizzare l’ambiente in cui è collocato. 

Come capire se manca il gas nel condizionatore

La ricarica del gas nel condizionatore non è l’unica soluzione possibile quando la macchina, azionata, non restituisce la temperatura desiderata. Può capitare, infatti, che la causa sia da rintracciare in una manutenzione inadeguata, con conseguenti accumuli di sporco o polvere.
Un altro errore che si commette abitualmente è quello di pensare di dover effettuare questa operazione ogni volta che si avvicina il periodo estivo. In realtà la ricarica va eseguita soltanto quando si registra una effettiva mancanza del gas refrigerante, dovuta principalmente a una perdita.
Per questi motivi è fondamentale saper verificare se sia davvero necessario ricaricare il gas nel condizionatore casa. Per farlo bisogna controllare innanzitutto lo stato di salute del dispositivo. 
Vediamo insieme tutti i passi da seguire.

1. Pulizia dei filtri

L’operazione preliminare di manutenzione ordinaria da effettuare prima di verificare se manca il gas nel condizionatore, è quella di controllare i filtri.
Sporco e polvere possono annidarsi in questa zona del climatizzatore. I filtri hanno il compito di contrastare proprio questi elementi e di mescolarsi con l’aria, e un loro malfunzionamento non consente di avvertire fresco. Se i filtri risultano essere molto sporchi, bisogna lavarli con acqua e aceto, oppure con un sapone neutro. Dopo averli fatti asciugare alla luce del sole, bisognerà soltanto riposizionarli e montarli.

2. Controllare vaporizzatore e condensatore

Il secondo step per capire se manca aria nel condizionatore è quello di controllare altri due componenti: vaporizzatore e condensatore. Anche queste parti sono infatti soggette ad accumuli di polvere e sporcizia. Come per i filtri, anche in questo caso bisogna provvedere a una pulizia accurata e a un successivo check per verificare se l’apparecchio sia tornato a funzionare a regola d’arte.

3. Controllare le impostazioni del telecomando

Quella che può sembrare una banalità, rischia a volte di trasformarsi in un autentico boomerang. Soprattutto se si torna ad accendere il condizionatore dopo tanto tempo, è sempre opportuno controllare le impostazioni del telecomando.
Affinché il raffrescamento sia assicurato, bisogna premere sul “fiocco di neve” (cool), avviando così la modalità per rinfrescare. In alternativa si può scegliere di selezionare le impostazioni automatiche o di regolare la temperatura in base a quella dell’ambiente esterno.
Se non sono impostate le configurazioni invernali, la “colpa” non potrà certo essere attribuita all’assenza di gas refrigerante!

4. Verificare ventole e lamelle

Una ventola ostruita impedisce il corretto flusso del gas refrigerante. Sia questa che le lamelle sono parti che rischiano di fare da calamita per polvere e sporco.
La ventola, in particolare, ha un indicatore attendibile che segnala il malfunzionamento: l’elevata rumorosità. Se il rumore risulta essere eccessivo, oppure se la sua azione sembra più debole del solito, allora è probabile che sporcizia e polvere stiano facendo danni. A questo punto è sufficiente smontare la ventola e pulirla. Attenzione anche ai possibili piegamenti innaturali di ventola e lamelle. 

5. Monitorare eventuali perdite

Il gas refrigerante svolge il suo compito all’interno di un impianto a tenuta, in cui sono presenti tubi e raccordi sigillati e capaci di scongiurare perdite. Il circuito in cui circola il gas è chiuso e il gas si muove all’interno delle tubazioni in un moto perpetuo. Ciò significa che, in assenza di perdite, il gas non si consuma né si disperde.
Ma in alcuni casi potrebbero verificarsi delle perdite. Nella malaugurata ipotesi in cui ci si ritrovi a fronteggiare questa situazione, magari a causa di un danno provocato o di un difetto di fabbricazione, non bisogna ricaricare subito il gas. Prima di tutto bisogna infatti individuare la perdita e ripararla. Successivamente è necessario fare il vuoto del condizionatore, recuperando il gas presente all’interno. Questa procedura serve a rimuovere ogni traccia di acqua, olio, umidità o altri elementi che rischiano di compromettere la funzionalità dell’apparecchio. Soltanto una volta ultimata si può (e deve) effettuare la nuova ricarica del gas refrigerante. Inutile dirlo, per effettuare questa operazione bisogna rivolgersi ad un tecnico specializzato.
Se il danno che ha causato la perdita è piuttosto importante oppure se il condizionatore è già datato, può essere più conveniente optare per l’acquisto di un nuovo condizionatore, approfittando delle agevolazioni fiscali.

6. Verificare il funzionamento dell’impianto intero

In extrema ratio, una volta compiuti tutti gli step di cui sopra, si impone una verifica dell’intero sistema di condizionamento. Questa, da affidare anch’essa ad un tecnico specializzato, serve ad individuare l’eventuale presenza di perdite. Le parti da controllare sono le congiunzioni dei tubi e i raccordi. A fronte di una perdita in queste zone si registra una dispersione d’aria che impatta sulle prestazioni della macchina termica. 

Ricarica gas condizionatore: come farla?

Una volta stabilito che effettivamente manca il gas nel condizionatore e aver riparato l’eventuale perdita, vediamo come fare per ricaricarlo

  • Per rabboccare l’impianto bisogna collegare la bombola di gas refrigerante all’unità.
  • Il liquido va inserito a piccole quantità, monitorando attentamente l’impianto per alcuni minuti prima di scollegare i misuratori e la bombola.
  • Infine bisogna controllare i valori della pressione, fin quando questi non tornano alla normalità. 

Per la ricarica del gas del condizionatore esistono in commercio dei kit, ma il consiglio è quello di affidarsi sempre a tecnici specializzati.
Se si hanno invece le competenze per procedere in autonomia, è comunque fondamentale fare riferimento al manuale di istruzioni

Va detto che non tutti i condizionatori dispongono di misuratori di pressione con colori diversi e in grado di segnalare la quantità di gas ottimale. In nessun caso bisogna procedere alla ricarica del gas senza aver precedentemente fatto il vuoto del condizionatore.
Infine bisogna fare attenzione a non superare il limite massimo di gas accettato. Questo parametro è indicato dal costruttore sulla targa applicati sull’unità esterna, oppure si può ricavare attraverso il libretto d’istruzioni.

Stai pensando di cambiare il condizionatore?

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