Quando l’estate si avvicina, un’esigenza accomuna tutte le famiglie: proteggersi dal caldo. Indipendentemente dal numero di ore trascorse in casa, l’obiettivo è quello di avere un ambiente fresco e confortevole. Per questo spesso si opta per l’acquisto di un condizionatore. Ma come scegliere un condizionatore? Vediamo quali sono le caratteristiche da privilegiare nella scelta.

Vivere 11 06 2021

Come scegliere un condizionatore? 3 consigli

Come scegliere un condizionatore

Quando l’estate si avvicina, un’esigenza accomuna tutte le famiglie: proteggersi dal caldo. Indipendentemente dal numero di ore trascorse in casa, l’obiettivo è quello di avere un ambiente fresco e confortevole. Per questo spesso si opta per l’acquisto di un condizionatore. Ma come scegliere un condizionatore? Vediamo quali sono le caratteristiche da privilegiare nella scelta.

Condizionatore: come scegliere e quali aspetti valutare

Una domanda molto comune è: “come scegliere il condizionatore giusto?”. In realtà la scelta può dipendere da molte variabili. Soltanto una volta valutati tutti gli aspetti in base alle proprie esigenze si può capire se sia più conveniente, ad esempio, affidarsi a un climatizzatore portatile o fisso.
In assoluto i 3 fattori che influenzano la scelta sono:

  • Metratura da raffrescare,
  • BTU (efficienza energetica),
  • Tipo di motore.

In base a questi 3 parametri è possibile calibrare la decisione per scegliere il condizionatore adatto alle proprie necessità

1. Metratura da rinfrescare

La prima operazione da compiere consiste nella valutazione della superficie del locale in cui si intende collocare il condizionatore. Per ogni tipo di ambiente c’è infatti una soluzione ideale. Fare una valutazione attendibile è il primo passo per contenere le spese in bolletta e favorire il risparmio energetico. A questo aspetto si collega direttamente quello relativo all’uso dell’apparecchio. L’ideale consiste nell’avere uno scarto non superiore a 5°C tra la temperatura esterna e quella interna. Una forbice più ampia rischia di provocare danni alla salute, oltre a un salasso in bolletta.

2. BTU ed efficienza energetica

Quando si sceglie un condizionatore ci si imbatte sempre in questo parametro. Acronimo di British Thermal Unit, la BTU è l’unità di misura energetica che indica la capacità refrigerante di un condizionatore. 
A un valore maggiore corrisponde una superficie maggiore che il condizionatore è in grado di raffrescare. Allo stesso modo, un numero più elevato di BTU comporta un impiego maggiore di potenza e un costo più alto in bolletta. Per questo la valutazione della metratura diventa indispensabile. 
Ad esempio: per un ambiente di circa 40mq è fondamentale disporre di almeno 12.000 BTU, mentre per una stanza di dimensioni ridotte può andare bene anche un condizionatore da 5.000 BTU.

3. Tipo di motore

Tecnologia tradizionale o inverter? Questi due tipi di condizionatore hanno principi di funzionamento diversi. 

  • I condizionatori a tecnologia tradizionale non consentono di regolare la temperatura di partenza e la potenza: una volta accesi lavorano alla massima potenza funzionando a pieno regime, indipendentemente dalla temperatura dell’ambiente. Quando raggiunge la temperatura desiderata, il condizionatore tradizionale (on/off) si spegne. Riparte, sempre al massimo, quando la temperatura non coincide con quella della stanza.
  • Al contrario, il condizionatore inverter dispone di una tecnologia modulante che gli permette di erogare potenza a seconda della temperatura. Ciò si traduce in maggiore comfort, minore rumorosità, minori consumi e maggiore efficienza energetica. Rispetto alla tipologia tradizionale il costo di un dispositivo di questo tipo è più elevato. Ma va detto che può essere acquistato con uno sconto immediato del 50%, grazie alla cessione del credito prevista dal Bonus Casa.

Come scegliere un condizionatore: portatile o fisso?

Condizionatore fisso o portatile? Alla luce delle considerazioni fatte sinora, non resta che rispondere a quest’ultima domanda. 

  • Un condizionatore portatile ha dalla sua due vantaggi: un costo inferiore (a partire dai 300 euro fino a poco più di 500) e la possibilità di spostarlo da una stanza all’altra. Questa soluzione è utile in case grandi, specie se non si vive sempre nello stesso ambiente. Di contro, però, il condizionatore portatile ha meno capacità raffrescante (in genere non raggiunge le 12.000 BTU), ingombra di più ed è più rumoroso.
  • Il condizionatore fisso, a parete o split, è invece la soluzione perfetta per monolocali e bilocali. Ingombra meno, è più silenzioso ed ha una capacità di raffrescamento maggiore. Ovviamente il costo unitario è superiore e, a questa spesa, va aggiunta quella per l’installazione. Per questa bisogna sempre rivolgersi a un tecnico specializzato. Senza dimenticare che, qualora si vive in affitto, occorre richiedere l’autorizzazione al padrone di casa.