Per contrastare gli effetti del surriscaldamento globale, oggi si sente parlare sempre più spesso di decarbonizzazione dell’economia: ma cosa significa esattamente? In che modo la decarbonizzazione è connessa al cambiamento climatico e quali sono le azioni che possono portare alla "neutralità" delle emissioni? Ne parliamo in questo articolo.

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Decarbonizzazione: significato, azioni, vantaggi

Decarbonizzazione: significato, azioni, vantaggi

Per contrastare gli effetti del surriscaldamento globale, oggi si sente parlare sempre più spesso di decarbonizzazione dell’economia: ma cosa significa esattamente? In che modo la decarbonizzazione è connessa al cambiamento climatico e quali sono le azioni che possono portare alla "neutralità" delle emissioni? Ne parliamo in questo articolo.

Cosa si intende per processo di decarbonizzazione?

Quando parliamo di "carbone", ci riferiamo più ampiamente a tutti i combustibili di origine fossile che vengono oggi ancora largamente impiegati per varie attività umane, soprattutto la produzione di energia elettrica e l'utilizzo degli autoveicoli: carbone, petrolio e gas naturale. Le emissioni liberate nell'atmosfera dalla combustione di questi materiali contengono in particolare anidride carbonica (CO2), che contribuisce al 76% del totale delle emissioni di gas serra.  

I gas serra filtrano i raggi solari in ingresso e ne trattengono le radiazioni, causando così il riscaldamento dell'atmosfera. Elevate concentrazioni di gas serra si traducono in un innalzamento delle temperature medie terrestri, con effetti a catena deleteri per l'ambiente

La decarbonizzazione è il processo di progressiva riduzione dell'inquinamento ambientale, tramite la riduzione del rapporto tra carbonio e idrogeno nelle fonti energetiche. La decarbonizzazione mira a ridurre la quantità di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera tramite l'abbattimento delle emissioni.

Perché la decarbonizzazione? I danni del riscaldamento globale

La decarbonizzazione dell’economia è un obiettivo fondamentale per contrastare i molteplici effetti del riscaldamento globale che, senza un intervento deciso, sono destinati inevitabilmente a peggiorare. 

Vediamo insieme quali sono le conseguenze peggiori.

  • Innalzamento del livello dei mari. L’innalzamento del livello dei mari è dovuto allo scioglimento dei ghiacci, che immette grandi masse di acqua allo stato liquido negli oceani. Gli scienziati hanno stimato che, senza una riduzione drastica delle emissioni di CO2, il livello dei mari potrebbe innalzarsi fino a 2.4 metri entro la fine di questo secolo.  
  • Siccità e incendi. L’innalzamento medio della temperatura atmosferica è già causa di ondate di calore, ormai sempre più frequenti, e sta causando gravi episodi di siccità in molte regioni del mondo. Siccità ripetute aumentano la desertificazione del territorio e riducono la quantità di  suolo che può essere destinato alla coltivazione, minacciando la sicurezza alimentare della popolazione. L’assenza di piogge è anche all’origine di incendi particolarmente devastanti, che stanno decimando le foreste e annichiliscono la biodiversità locale. 
  • Aumento degli eventi climatici estremi. I cambiamenti delle temperature influiscono sulle precipitazioni, provocando tempeste e alluvioni che si manifestano con sempre maggiore frequenza e intensità. Precipitazioni violente possono causare inondazioni e frane, minacciando edifici, infrastrutture e persone. Gli eventi climatici estremi possono poi generare vere e proprie crisi umanitarie, con migliaia di persone costrette ad abbandonare le zone colpite. 
  • Minaccia alla biodiversità. Il cambiamento climatico e i suoi effetti mettono gravemente a rischio la sopravvivenza di migliaia di specie animali e vegetali, nelle terre emerse quanto negli oceani. Alcuni ricercatori si sono spinti ad affermare che stiamo attraversando la sesta estinzione di massa nella storia del nostro Pianeta.

Quali sono i vantaggi della decarbonizzazione?

La decarbonizzazione dell’economia ha degli indubbi vantaggi, non solo di natura ambientale. Vediamo quali sono i principali. 

  • Sostenibilità ambientale. Se la carbon neutrality fosse raggiunta improvvisamente dall’oggi al domani, ci vorrebbero probabilmente comunque alcuni anni per vedere gli effetti benefici del cambiamento sulle temperature e sull’ambiente, così come la situazione attuale è il risultato di anni di emissioni incontrollate. Sul lungo periodo, tuttavia, l’impatto positivo sull’ambiente diventerebbe evidente e, con la stabilizzazione – se non addirittura l’abbassamento – delle temperature alcune delle conseguenze del riscaldamento globale verrebbero mitigate.  
  • Salute pubblica. Oltre all’anidride carbonica, i combustibili fossili liberano nell’aria una serie di polveri sottili estremamente dannose per la salute. Un recente studio dell'Agenzia europea per l'ambiente ha stimato che l’inquinamento atmosferico ogni anno è responsabile di più di 300.000 morti premature solo in Europa, in particolare causando malattie cardiache, ictus e malattie polmonari. La decarbonizzazione dell’economia, sul lungo periodo, ridurrebbe questo impatto drammatico sulla salute delle persone. 
  • Occupazione ed economia. La decarbonizzazione ha le potenzialità per avere un impatto positivo anche sull’economia. Secondo uno studio di Greenpeace, l’attuazione di politiche di decarbonizzazione energetica potrebbe creare 163mila posti di lavoro, con un aumento dell’occupazione diretta nel settore energetico del 65%. Un maggiore apporto di fonti rinnovabili potrebbe inoltre far calare il costo complessivo dell’energia elettrica di circa 3,2 miliardi di euro nel 2030.

Quali sono gli obiettivi della decarbonizzazione?

Durante la COP21 di Parigi del 2015, la ventunesima riunione annuale dei Paesi che hanno ratificato la convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, gli Stati partecipanti fissarono una serie di obiettivi mirati a limitare il livello di surriscaldamento globale, in costante ascesa fin dalla Seconda Rivoluzione Industriale.  

L'accordo di Parigi sul clima entrò in vigore nel 2016 e da allora la decarbonizzazione è stata la protagonista assoluta del dibattito sulla lotta al riscaldamento globale. E ad essa è indissolubilmente legato il fondamentale impegno dei Paesi firmatari a tenere l'innalzamento delle temperature sotto la soglia critica dei 2°C

Alla luce di ciò, la Commissione europea ha fissato l’obiettivo di rendere sostenibile l’economia europea entro il 2030 e di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050. La neutralità di emissioni avviene quando si raggiunge l’equilibrio tra l'emissione di diossido di carbonio e l'assorbimento delle emissioni dai suoi pozzi naturali, costituiti da suolo, oceani e vegetazione.

Come raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione?

Gli obiettivi globali di decarbonizzazione dell’economia sono ambiziosi e hanno bisogno di progetti altrettanto ambiziosi per essere realizzati.  

Vediamo allora gli strumenti che saranno fondamentali per il passaggio ad un futuro più sostenibile. 

  • Energie rinnovabili. Una transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili avrebbe un impatto estremamente positivo, in quanto la produzione di elettricità è la maggiore responsabile di emissioni di CO2. Secondo un recente report sull’autonomia energetica, l’utilizzo dell’energia da fonte solare, eolica e idroelettrica prodotta sul territorio nazionale avrebbe le potenzialità per soddisfare il 58% del fabbisogno energetico in Italia. L’opinione generale è che il passaggio alle fonti energetiche rinnovabili e pulite sia il metodo più efficace e lungimirante per riportare sotto controllo il surriscaldamento globale.  
  • Efficientamento energetico. Parallelamente all’impegno per aumentare lo sfruttamento delle fonti rinnovabili, è necessario incrementare l’efficienza energetica in tutti i settori dell’economia. Dall’isolamento termico nell’edilizia alla diffusione di macchinari industriali e di largo consumo di classe energetica elevata, è possibile compiere e incentivare numerose azioni per minimizzare gli sprechi energetici e ottenere gli stessi risultati con un minore impiego di risorse preziose. 
  • Tecnologie a emissioni negative. Le alte concentrazioni attuali di CO2 nell’atmosfera richiedono anche l’attuazione di progetti che non guardino solo alla riduzione delle emissioni, ma anche al riassorbimento di quelle esistenti.
    I metodi conosciuti oggi affinché questo sia possibile sono due. 
    Da una parte c’è il rimboschimento di ampie parti di territori deforestati, in modo da poter aumentare la quantità di pozzi naturali di CO2. 
    Dall’altra parte, troviamo invece il ricorso a tecnologie DAC (direct-air capture, ossia cattura diretta nell’aria di CO2) e le soluzioni BECCS, ossia il “sequestro” e lo stoccaggio permanente della CO2 prodotta durante la conversione della biomassa in energia.  
  • Azioni individuali. Per arrivare alla decarbonizzazione dell’economia e affrontare l’emergenza climatica in modo significativo, è indispensabile che i governi nazionali e gli organi internazionali promuovano nuove leggi e prendano decisioni che favoriscano lo sviluppo delle fonti rinnovabili e incentivino l’efficientamento energetico.

Come possiamo contribuire alla decarbonizzazione?

Abbiamo parlato di azioni individuali, questo vuol dire che cittadine e cittadini possano contribuire alla decarbonizzazione.  

Ci sono infatti molte azioni individuali che ognuno di noi può compiere per vivere in maniera più ecosostenibile. Vediamone alcune

  • Uso dei trasporti pubblici. Nelle grandi città, là dove il trasporto pubblico è capillare ed efficiente, rinunciare alla macchina può essere una possibilità da considerare. Purtroppo non tutti gli stili di vita si adattano a questa scelta. Nonostante ciò, è possibile sostituire la macchina con biciclette, ebike e monopattini elettrici per brevi tragitti, oppure prediligere iniziative di car-sharing per ridurre il numero di macchine sulla strada e ottimizzare i costi di spostamento.  
  • Contribuire al rimboschimento. I boschi sono pozzi di CO2 estremamente efficienti: gli alberi sono in grado di assorbire l’anidride carbonica nell’atmosfera (al contrario della deforestazione, che contribuisce all’aumento di CO2). Piantare nuovi alberi, oppure sostenere associazioni che si occupano di questa attività, è un modo a basso costo per aiutare l’ambiente ad assorbire la CO2 in modo naturale. 
  • Mangiare meno carne. L’industria della carne, e in particolare quella della carne rossa, è una delle meno ecosostenibili al mondo. Ogni grammo di carne bovina che arriva sulle nostre tavole è causa del rilascio di circa 220 grammi di CO2 nell’ambiente. Mangiare meno carne o passare a una dieta vegetariana aiuterebbe a ridurre le emissioni di gas serra. 
  • Scegliere l’energia green. L’ideale sarebbe autoprodurre energia rinnovabile senza emissioni di CO2, ad esempio con l’installazione di un impianto fotovoltaico. Dove questo non è possibile, tuttavia, è possibile scegliere un gestore che garantisca la fornitura di energia proveniente al 100% da fonti rinnovabili.

Aiutaci anche tu a ridurre la CO2

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