Come illuminare la cucina? Non stupisce che tante persone cerchino online delle idee e dei consigli per l'illuminazione di questo ambiente: si parla pur sempre di uno dei luoghi più frequentati e importanti dell'intera casa, che deve essere allo stesso tempo accogliente e funzionale. Nello scegliere come disporre i punti luce in cucina, è bene pensare a come effettivamente verrà utilizzata questa stanza, a quali punti devono essere sempre illuminati a giorno e quali invece possono essere solo “accarezzati” dalla luce. Gli aspetti a cui pensare sono tanti, e sono diversi anche gli errori in cui si può facilmente inciampare. Perciò in questo articolo vedremo 5 fondamentali consigli per l'illuminazione ideale della cucina.

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5 consigli pratici per illuminare (bene) la cucina

5 consigli pratici per illuminare (bene) la cucina

Come illuminare la cucina? Non stupisce che tante persone cerchino online delle idee e dei consigli per l'illuminazione di questo ambiente: si parla pur sempre di uno dei luoghi più frequentati e importanti dell'intera casa, che deve essere allo stesso tempo accogliente e funzionale. Nello scegliere come disporre i punti luce in cucina, è bene pensare a come effettivamente verrà utilizzata questa stanza, a quali punti devono essere sempre illuminati a giorno e quali invece possono essere solo “accarezzati” dalla luce. Gli aspetti a cui pensare sono tanti, e sono diversi anche gli errori in cui si può facilmente inciampare. Perciò in questo articolo vedremo 5 fondamentali consigli per l'illuminazione ideale della cucina.

Perché è importante illuminare bene la cucina

Illuminare adeguatamente la cucina è fondamentale per diverse ragioni. Una corretta illuminazione crea un ambiente funzionale e sicuro.

L'illuminazione ben distribuita e mirata sul piano di lavoro è importante perché:

  • aiuta ad evitare l'ombreggiamento e riduce la fatica visiva;
  • consente una visione chiara degli ingredienti e delle superfici di lavoro;
  • facilita le attività di cottura e preparazione del cibo,
  • riduce il rischio di incidenti,
  • favorisce un'esperienza culinaria piacevole.

Inoltre, una cucina ben illuminata può aggiungere un tocco estetico all'ambiente, enfatizzando l'aspetto e l'atmosfera generale dell'area.

Parliamo dunque del numero di punti luce, di illuminazione a livello dei pensili, di materiali, di intensità e di temperature.

1. Non usare un solo punto luce

Il primo consiglio per una corretta illuminazione in cucina è di non usare un unico punto luce.
Chi non ha mai pensato seriamente al problema dell'illuminazione in cucina potrebbe pensare che questo ambiente necessiti di un solo punto luce e, quindi, di fatto del tipico lampadario centrale, pronto a illuminare sia il luogo di lavoro che il tavolo da pranzo. Le cose non stanno così: per capire come illuminare una cucina in modo efficace è necessario partire dal presupposto che tutti i punti fondamentali di questo ambiente devono essere ben illuminati.

Si parla di:

  • lavello,
  • piano cottura,
  • piano di lavoro,
  • tavolo,
  • eventuale isola o penisola.

Idealmente, è bene lavorare in sottrazione, ipotizzando cioè un punto luce dedicato per ognuno di questi elementi, per poi eventualmente sottrarne laddove non ritenuti necessari.

In linea di massima:

  • una cucina grande dovrà avere un numero molto alto di punti luce,
  • mentre un cucinino piccolo potrà averne meno: molto difficilmente, però, ne potrà avere meno di 2.

2. Eliminare gli angoli di bui in cucina

Pensiamo a una cucina di dimensioni medie e, quindi, abitabile:

  • da una parte avremo la cucina, con il piano di lavoro, il piano cottura e il lavello;
  • dall'altra avremo invece tipicamente il tavolo.

Seguendo il consiglio visto sopra sul numero di punti luce, ci troveremo ad avere come minimo due luci: una sopra al tavolo e una nell'area di lavoro.

Ma nel momento in cui la luce arriva dall'alto, inevitabilmente, al di sotto dei pensili si creerà una zona di buio, tutt'altro che comoda quando ci si mette al lavoro. Ci si troverà di fatto a farsi dell'ombra da soli.

Per questo motivo sono molto utili le luci sottopensili, tipicamente costituite da delle sottili strisce LED (versatili e a ridotto consumo di energia elettrica): così facendo il piano di lavoro potrà essere sempre illuminato a sufficienza.

3. I materiali giusti e quelli sbagliati da usare in cucina

Tra le caratteristiche di una cucina, se utilizzata effettivamente per preparare pranzi e cene, c'è anche quella di essere un ambiente esposto a degli odori: profumi che certo attirano i familiari e gli ospiti, ma che auspicabilmente non dovrebbero “impregnare” l'ambiente.

Per questo motivo sarebbe bene evitare di mettere in cucina degli accessori con dei materiali che assorbono gli odori. Da qui, dunque, la preferenza, per l'illuminazione della cucina, di lampadari, lampade e faretti in metallo e materiali verniciati, evitando i tessuti.

4. Scegliere la giusta intensità di luce

Quanto dovrebbe essere forte l'illuminazione in cucina e, quindi, quanto dovrebbero essere potenti le singole lampadine?
Parliamo di Lumen. Qui tutto dipende dal numero di punti luce e dalla dimensione della stanza.

Come regola generale, in cucina si dovrebbero avere circa 160 lumen al metro quadrato e, quindi, di fatto, pressappoco 3.000 lumen per una cucina di circa 20 metri quadrati.

Ma attenzione: non è certo detto che la potenza debba essere omogenea. Al contrario: come abbiamo già detto, meglio puntare su piccole luci direzionate nel punto giusto piuttosto che su lampadari centrali estremamente potenti.

5. La temperatura giusta per le lampadine in cucina

L'ultimo consiglio sull'illuminazione della cucina è legato alla temperatura perfetta delle lampadine. Meglio una luce calda oppure una luce fredda?

Qui l'ideale sarebbe il compromesso: non troppo fredda, per non affaticare gli occhi e per non creare un ambiente poco accogliente, ma nemmeno troppo calda, per non alterare il colore dei cibi. Meglio quindi delle luci neutre, tra i 3.300 e i 5.300 Kelvin.

Scegliendo soluzioni luminose efficaci ed efficienti, è possibile ottenere un'illuminazione funzionale ed esteticamente gradevole in cucina, riducendo nel contempo i costi della bolletta dell'energia elettrica.

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