In Italia esistono molte tipologie di prese diverse. Siamo abituati a chiamare “presa” quel dispositivo che consente di collegare un apparecchio elettrico o un dispositivo a una fonte di alimentazione elettrica. Le prese elettriche costituiscono la parte finale di un impianto elettrico che termina nelle cosiddette scatole portafrutti, cioè quelle componenti, installate a parete o a incasso, che ospitano e proteggono i collegamenti elettrici. La presa può essere progettata per fornire diversi voltaggi e correnti a seconda delle esigenze dell'apparecchio collegato. Ma questa non è l’unica variabile. Le prese possono variare anche a seconda del paese o della regione, con tipologie specifiche adottate per garantire la compatibilità e la sicurezza. Ecco perché, quando si viaggia è sempre una buona idea portare con sé diversi adattatori: molte delle spine italiane, infatti, potrebbero non essere compatibili con le prese straniere.  
Ne parliamo in questa guida. 

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Tipologie di prese elettriche: ecco perché è importante conoscerle

Tipologie di prese elettriche: ecco perché è importante conoscerle

In Italia esistono molte tipologie di prese diverse. Siamo abituati a chiamare “presa” quel dispositivo che consente di collegare un apparecchio elettrico o un dispositivo a una fonte di alimentazione elettrica. Le prese elettriche costituiscono la parte finale di un impianto elettrico che termina nelle cosiddette scatole portafrutti, cioè quelle componenti, installate a parete o a incasso, che ospitano e proteggono i collegamenti elettrici. La presa può essere progettata per fornire diversi voltaggi e correnti a seconda delle esigenze dell'apparecchio collegato. Ma questa non è l’unica variabile. Le prese possono variare anche a seconda del paese o della regione, con tipologie specifiche adottate per garantire la compatibilità e la sicurezza. Ecco perché, quando si viaggia è sempre una buona idea portare con sé diversi adattatori: molte delle spine italiane, infatti, potrebbero non essere compatibili con le prese straniere.  
Ne parliamo in questa guida. 

Tipologie di prese elettriche più diffuse in Europa e nel mondo

Solo per dare un’idea di quante siano le diverse tipologie di prese elettriche esistenti, forniamo una breve panoramica di quelle più utilizzate in Europa (quindi, alcune anche in Italia) e nel mondo.  

  • In Europa, il tipo di presa elettrica più comune è il sistema denominato "Schuko" o "Type F". Queste prese sono caratterizzate da due pin di collegamento per la fase e il neutro, un'apertura di messa a terra e spesso un meccanismo di sicurezza per prevenire il contatto accidentale con le parti elettriche. Si tratta di uno dei tipi di prese più utilizzate in Europa. Oltre a Germania, Francia e Spagna, diversi sono i Paesi che adottano questo tipo di prese, compresa l’Italia.  
  • La tipica “presa inglese”, invece, è rappresentata dal Tipo G che presenta 3 pin rettangolari e, come facile immaginare, è comunemente utilizzata nel Regno Unito, ma anche in alcuni paesi asiatici e africani.  
  • Le differenze in merito alle tipologie di prese non riguardano certamente solo gli stati europei. Molti altri tipi, infatti, vengono utilizzati nel mondo, come il Tipo A, a due pin piatti, comunemente utilizzata in Stati Uniti, Messico, Canada e in alcuni paesi dell’America centrale e del Sud.  
  • Il Tipo I, poi, viene comunemente utilizzato in Australia e Argentina, e presenta una forma tondeggiante con fori rettangolari, disposti a forma di triangolo.  

Questi sono solo alcuni esempi delle prese più utilizzate nel mondo, ma è importante ricordare che ci sono molte altre varianti e adattamenti. Come già detto, quindi, quando si viaggia all'estero, è consigliabile portare con sé degli adattatori per garantire una corretta connessione dei dispositivi elettrici alle prese locali. 

Tipologie di prese elettriche in Italia

La grande varietà di prese elettriche presenti nel mondo non è l’unico ostacolo. Anche crescendo e vivendo in Italia ci si rende conto che esistono molte tipologie di prese diverse da dover conoscere per evitare un utilizzo improprio. Le conseguenze possono variare da caso a caso, includendo guasti all’impianto elettrico, consumi eccessivi o, comunque, insoliti, ma anche incidenti.  

Per le spine e le prese elettriche bisogna fare riferimento alla normativa CIE 23-50. Tale norma si applica alle spine e alle prese fisse o mobili, destinate a usi domestici o similari, sia all’interno che all’esterno.  

Ma quali tipologie di prese elettriche sono più comuni in Italia?
Vediamo le principali. 

  1. Prese e spine di Tipo C 
    La presa di tipo C è a due poli ed è caratterizzata da due fori circolari di diametro di circa 4mm. Si tratta di una presa tradizionale a 10 A che sopporta una potenza massima di circa 2000 W.
    Di norma, si consiglia di non utilizzarla per elettrodomestici particolarmente energivori, per esempio il frigorifero. In Italia, infatti, rappresenta la presa standard per apparecchiature domestiche come lampade, caricabatterie, televisori, computer ecc. 
     
  2. Prese di Tipo L 
    La presa di tipo L è a tre poli, un po’ più grandi del tipo C, e comprende due fori circolari per i pin piatti e un foro di messa a terra di forma cilindrica. Da 16 A, può sostenere una potenza fino a 3000 W. È utilizzata principalmente per apparecchiature domestiche che richiedono una messa a terra, come fornelli, forni, lavatrici, lavastoviglie, ecc. La presa di tipo L, infatti, consente una connessione di messa a terra sicura per tali dispositivi. 
     
  3. Prese di tipo F (Schuko)
    Simile alla presa di tipo L, ma priva del foro centrale, la presa di tipo F, nota anche come presa Schuko, è a due poli e presenta due fori circolari per l'inserimento di spine con due pin piatti. Inoltre, include un polo di messa a terra laterale. Può erogare fino a 16 A e viene utilizzata per alimentare molti dispositivi di utilizzo comune in Italia, così come in molti altri Paesi europei. È compatibile con le spine di tipo C ed è adatta per un'ampia gamma di apparecchiature domestiche, compresi elettrodomestici, lampade, caricabatterie, strumenti elettrici, ecc. La connessione del polo di messa a terra laterale fornisce una maggiore sicurezza.
     
  4. Presa bipasso da 16 A 
    La presa bipasso permette di collegare sia le spine di Tipo C che quelle di Tipo L.  
    Questa presa è caratterizzata da due fori circolari di dimensioni differenti. Il foro superiore è di dimensioni più grandi e accoglie la spina con due pin piatti, mentre il foro inferiore è più piccolo e ospita la spina con il polo di messa a terra. È progettata per gestire un carico massimo di 16 A, quindi è necessario assicurarsi che i dispositivi collegati non superino questa capacità. 

Perché è utile conoscere le diverse tipologie di prese elettriche?

Quelle che abbiamo presentato sono solo alcune delle più comuni tipologie di prese che vengono utilizzate nel nostro Paese, in Europa e nel mondo, e conoscerle tutte, comprese specifiche e dettagli, non è semplice.  

Tuttavia, avere un’idea delle differenze tra i diversi tipi di prese e spine esistenti può essere utile in diversi contesti.  

  • Prima di tutto, quando si viaggia, specialmente se all’estero. Come abbiamo visto, infatti, non esiste uno standard univoco per tutti i paesi. 
  • Conoscendo i diversi tipi e approfondendo il tema, ci si può far trovare più preparati e si potranno individuare i migliori adattatori o convertitori di tensione da utilizzare per collegare i dispositivi elettrici in un altro Paese.
  • Non solo. Anche rimanendo in Italia, conoscendo le diverse tipologie di prese si ha la possibilità verificare la compatibilità dei dispositivi che si intende collegare, senza rischiare di causare eventuali danni agli stessi o alla presa. 

Come utilizzare gli adattatori 

È bene sapere, comunque, che in ogni caso è possibile utilizzare un adattatore. Si tratta di un dispositivo che consente di collegare un tipo di spina elettrica a una presa di un'altra tipologia. Questo si dimostra davvero utile quando si viaggia, ma anche quando si ha la necessità di collegare dispositivi con spine diverse da quelle presenti. 

L’adattatore è, infatti, costituito da un lato da un'interfaccia che corrisponde al tipo di spina elettrica del dispositivo da collegare e, dall'altro lato, da un'interfaccia che si adatta alla presa elettrica disponibile.  

Il costo dell’adattatore è variabile e può andare da pochi euro per i modelli base, a somme un po’ più alte se si cercano specifici modelli. 

Come monitorare la sicurezza delle prese elettriche?

Conoscere le diverse tipologie di prese e spine elettriche è fondamentale anche in termini di sicurezza e risparmio.  

Di norma, è sempre consigliabile monitorare la sicurezza delle prese, per tutelare la propria incolumità, ma anche per individuare eventuali malfunzionamenti che possono portare a consumi insoliti.  

  • Il monitoraggio può essere attuato anche attraverso una semplice ispezione visiva, controllando che le prese elettriche si presentino integre e prive di segni di usura, di bruciature oppure di elementi rotti o danneggiati.  
  • Se si rilevano delle anomalie, l’idea migliore è rivolgersi a un elettricista qualificato, piuttosto che tentare la via di una riparazione fai-da-te, specialmente se non si ha un’adeguata preparazione o esperienza in merito.  
  • Inoltre, potrebbe essere utile, periodicamente, effettuare una verifica dell'impianto elettrico, prese elettriche comprese. Questo può contribuire a individuare eventuali problemi di sicurezza e ad adottare le misure correttive necessarie.

I vantaggi delle prese smart per risparmiare 

Conoscere le diverse tipologie di prese può essere utile anche quando si parla di efficienza energetica. È bene sapere, infatti, che le più moderne prese smart offrono diversi vantaggi da questo punto di vista, aiutando a ridurre gli sprechi si energia elettrica e, di conseguenza, il costo della bolletta della luce.  

Con una presa smart, infatti, è possibile impostare orari e scenari di accensione e spegnimento automatici per i dispositivi collegati. Ad esempio, è possibile programmare l'accensione delle luci o l'avvio di un elettrodomestico ad un determinato orario. 

In questo modo, si ha la possibilità di monitorare e tenere traccia più agevolmente dei consumi energetici. 

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