Con la diffusione di elettrodomestici, apparecchi elettrici e dispositivi elettronici all’interno di tutte le case, aumenta inevitabilmente anche il rischio di incendi domestici. Un cortocircuito, una fonte di calore troppo vicina a un materiale infiammabile o il malfunzionamento di un semplice fornello possono originare una fiamma libera. In questi casi, la presenza di un rilevatore di fumo può rivelarsi essenziale per individuare tempestivamente qualcosa che brucia prima che si trasformi in un vero e proprio incendio domestico. Vediamo quindi quali tipi di rilevatori di fumo sono in commercio, come funzionano e quali sono le loro caratteristiche

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Tipologie di rilevatori di fumo: guida alla scelta

Tipologie di rilevatori di fumo: guida alla scelta

Con la diffusione di elettrodomestici, apparecchi elettrici e dispositivi elettronici all’interno di tutte le case, aumenta inevitabilmente anche il rischio di incendi domestici. Un cortocircuito, una fonte di calore troppo vicina a un materiale infiammabile o il malfunzionamento di un semplice fornello possono originare una fiamma libera. In questi casi, la presenza di un rilevatore di fumo può rivelarsi essenziale per individuare tempestivamente qualcosa che brucia prima che si trasformi in un vero e proprio incendio domestico. Vediamo quindi quali tipi di rilevatori di fumo sono in commercio, come funzionano e quali sono le loro caratteristiche

1. Rilevatore ottico di fumo

Anche noto come rilevatore lineare di fumo, il rilevatore ottico è un dispositivo che individua gli incendi utilizzando la modulazione di uno o più raggi ottici. È composto da due unità: un’unità di proiezione di un raggio infrarosso e l’altra di ricezione. Comunicando tra loro, le due unità percepiscono le differenze di luminosità causate dalla presenza di fumo e danno l’allarme. Affinché l’allarme scatti solo in caso di presenza di fumo, e non per altri motivi, il rilevatore ottico di fumo va installato sul soffitto.

2. Rilevatore di fumo a ionizzazione

Il rilevatore di fumo a ionizzazione è formato da una piccola camera che viene ionizzata grazie a una sostanza radioattiva. Particelle di fumo liberate nell’aria fanno oscillare la conduttività della camera e, quando il livello di particolato supera una certa soglia, il rilevatore si attiva e lancia l’allarme. Il particolare funzionamento di questo rilevatore lo rende adatto a individuare incendi che generano basse quantità di fumo, cioè incendi improvvisi e ardenti. Il basso livello di radioattività di questo apparecchio non lo rende pericoloso, ma andrebbe comunque maneggiato con attenzione. 

3. Rilevatore di fiamma

Capaci di percepire le radiazioni elettromagnetiche di luce UV o IR, questo tipo di rilevatori individua l’aumento di luce prodotta dallo scoppio di un incendio. Sono indicati per sorvegliare spazi aperti e recintati, pompe di benzina e macchinari dove circolano liquidi infiammabili, e vengono normalmente sconsigliati per le abitazioni.

4. Rilevatore di fumo intelligente

Esistono anche rilevatori di fumo smart che coniugano l’efficienza dei migliori dispositivi antincendio con la praticità della domotica. Il rilevatore di fumo wireless, una volta individuato il pericolo, ti avvisa dell’emergenza con una notifica direttamente sul tuo smartphone e ti permette di silenziare un falso allarme anche quando non sei in casa.  

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