Cosa succede quando i pannelli solari di un impianto fotovoltaico si danneggiano o giungono a fine vita? Semplice: devono essere smaltiti nel rispetto dell'ambiente. Smaltire i pannelli fotovoltaici è un processo preciso, disciplinato dalle regole previste dalla normativa vigente, e che oggi è diventata una questione fondamentale nell’ambito delle azioni volte a salvaguardare la salute del pianeta. Ne parliamo in questa guida.

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Smaltimento pannelli fotovoltaici: come avviene e quanto costa

Smaltimento pannelli fotovoltaici: come avviene e quanto costa

Cosa succede quando i pannelli solari di un impianto fotovoltaico si danneggiano o giungono a fine vita? Semplice: devono essere smaltiti nel rispetto dell'ambiente. Smaltire i pannelli fotovoltaici è un processo preciso, disciplinato dalle regole previste dalla normativa vigente, e che oggi è diventata una questione fondamentale nell’ambito delle azioni volte a salvaguardare la salute del pianeta. Ne parliamo in questa guida.

Smaltimento pannelli solari: come funziona

I pannelli solari di un impianto fotovoltaico durano in media 25 anni e, al termine del loro ciclo di vita, o semplicemente se si danneggiano, devono essere sostituiti e smaltiti.

La questione dello smaltimento del fotovoltaico, fino a qualche tempo fa, era materia abbastanza nebulosa e confusa: non se ne conoscevano le modalità, né i costi o come catalogare i rifiuti. Oggi la normativa ha provveduto a fare chiarezza e la prima cosa da considerare per smaltire pannelli fotovoltaici correttamente è che non possono essere gettati insieme agli altri rifiuti, ma è necessario trattarli in appositi impianti di smaltimento per moduli fotovoltaici.  

Uno dei problemi principali nel mettere a punto un sistema di smaltimento sostenibile era quello legato all’impatto sull’ambiente dei pannelli inefficienti o rotti; oggi la risposta è il riciclo, visto che i materiali che li compongono (prevalentemente vetro, silicio e alluminio) sono quasi tutti riciclabili. Una volta scomposti nei vari elementi si può arrivare a recuperare anche il 98% dei materiali. Ecco perché è importante assicurarsi di smaltirli in modo adeguato.

L’importanza di rivolgersi a centri autorizzati per lo smaltimento

Con un corretto smaltimento dei pannelli fotovoltaici l’inquinamento è ridotto al minimo e aumenta la possibilità di produrre materie da reimmettere nelle filiere produttive, di pannelli e non solo.  

La gestione del loro fine vita è quindi un passaggio fondamentale per evitare che, da qui a pochi anni, ci si ritrovi un accumulo di rifiuti provenienti dal settore fotovoltaico. I pannelli solari non funzionanti o danneggiati vanno classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici) e devono essere trattati in appositi centri di raccolta capaci di riciclarne la maggior parte dei materiali. 

È importante, infatti, che gli impianti di smaltimento siano autorizzati al trattamento dei moduli fotovoltaici: per questo devono essere trattati dai Centri di Raccolta RAEE o da alcune aziende specializzate nello smaltimento impianti fotovoltaici. In questo caso è consigliabile farsi rilasciare la documentazione che attesti la consegna del materiale alla ditta.

Processo di smaltimento dei pannelli fotovoltaici

Ecco quali sono i passaggi fondamentali del processo di smaltimento dei pannelli fotovoltaici: 

  • Scomposizione delle varie parti: telaio, scatola di giunzione e cavi vengono rimossi così da poter avere accesso al materiale interno; 
  • Separazione dei materiali: dopo aver estratto alcuni elementi del pannello, la struttura del modulo viene triturata e fatta a pezzi. Macchinari a laser e sistemi a vibrazione separeranno poi successivamente i materiali; 
  • Raffinamento: in quest’ultima fase si estraggono e raffinano i cosiddetti silicon flakes, un mix di silicio, lastre di acetato vinil-etilenico EVA, semiconduttori e metalli, così  da poterli recuperare e riutilizzare per produrre nuovi oggetti o altri pannelli solari. 

Le aziende dotate di tecnologie all’avanguardia per il trattamento dei moduli solari possono arrivare a recuperare quasi l’intero peso del pannello.
Ad esempio, da un modulo di 21 Kg gli impianti più avanzati sono in grado di ottenere 15 Kg di vetro, 2,8 Kg di materiali plastici, 2 Kg di alluminio, 1 Kg di silicio e 0,14 Kg di rame.

Normativa e costi smaltimento pannelli fotovoltaici

Quanto costa smaltire un pannello fotovoltaico?

A disciplinare costi e gestione dello smaltimento fotovoltaico è il Decreto Legislativo 49/2014, che classifica i pannelli solari danneggiati o non più funzionanti come rifiuti RAEE.  

Il costo di smaltimento dei pannelli fotovoltaici dipende dalla potenza dei moduli, a seconda che sia superiore o inferiore a 10 kWp, e dalla data di installazione dell’impianto.  

La legge prevede tre casi

  1. Se i pannelli appartengono a un impianto “domestico” (con potenza cioè inferiore a 10 kWp) installato prima del 12 aprile 2014 lo smaltimento è a carico del proprietario che dovrà consegnarli al Centro di Raccolta dei RAEE più vicino, rintracciabile tramite la consultazione del sito istituzionale del Centro di Coordinamento RAEE. In questo caso il costo per lo smaltimento dei pannelli solari fotovoltaici è gratuito, perché a carico dei produttori ed è già compreso nel prezzo d’acquisto; se invece l’impianto è stato realizzato dopo il 12 aprile 2014 il proprietario dovrà rivolgersi al produttore, unico responsabile dello smaltimento. 
     
  2. Se i pannelli provengono da impianti fotovoltaici classificati come “professionali”, ovvero con una potenza superiore a 10 kWp, e commercializzati prima del 12 aprile 2014, toccherà al proprietario (privato, un’azienda o un professionista) occuparsi dello smaltimento pannelli fotovoltaici e il costo ricadrà su di lui a meno che non decida di sostituire l’impianto con uno nuovo e approfittare, come previsto dalla legge, del ritiro gratuito da parte del fornitore (ritiro “Uno contro uno”). Il Soggetto Responsabile tramite soggetti autorizzati dovrà consegnare i pannelli da smaltire a un Impianto di Trattamento Autorizzato iscritto al Centro di Coordinamento RAEE. Per i moduli acquistati al contrario dopo il 12 aprile 2014, le spese di smaltimento sono a carico del produttore, con tariffe che cambiano in base al tipo di pannelli e all’impianto di trattamento.
     
  3. Se i pannelli vengono da impianti fotovoltaici acquistati tramite gli incentivi Conto Energia messi a disposizione dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) le condizioni cambiano. Al momento dell’erogazione della somma, il GSE infatti trattiene una cauzione fino al momento dello smaltimento dei moduli, a copertura della corretta gestione dei rifiuti. Solo dopo aver ricevuto comunicazione dello smaltimento tramite il modulo di “dichiarazione di avvenuta consegna del RAEE derivante dal pannello fotovoltaico incentivato in Conto Energia” e aver verificato il corretto smaltimento dei pannelli, il GSE rimborserà al Soggetto Responsabile il valore trattenuto anche nel caso della sostituzione di un solo modulo.
    Questa modalità si applica agli impianti che hanno beneficiato dei seguenti incentivi:
    - Conto Energia I, II, III (periodo 2005-2010);  
    - Conto IV (impianti fotovoltaici e sistemi fotovoltaici architettonicamente integrati BiPV installati fino al giugno 2012 e gli impianti a concentrazione);  
    - Conto V (impianti fotovoltaici installati fino al 30 giugno 2012, sistemi BiPV e impianti a concentrazione).  

Per tutti gli impianti che non rientrano in queste categorie, è prevista una convenzione tra i produttori e i consorzi addetti, e non è prevista alcuna trattenuta sugli incentivi.

Smaltimento pannelli fotovoltaici e inquinamento

La questione della gestione del rifiuto fotovoltaico è unica nel suo genere. Tra la fabbricazione e lo smaltimento di un pannello intercorre un tempo molto lungo di circa 30 anni. Inoltre, essendo un pannello costruito per resistere agli agenti atmosferici e durare a lungo, la fase finale di smontaggio prevista per il recupero dei materiali presenta non pochi problemi.  

A preoccupare è la previsione di un aumento di rifiuti fotovoltaici da qui a pochi anni - spiegava qualche tempo fa in un’intervista a La Repubblica Marco Tammaro, ingegnere dell'Enea (responsabile del Laboratorio Tecnologie per il Riuso, il riciclo, il recupero e la valorizzazione di Rifiuti e materiali) – Con i loro 15-20 anni di vita e con circa 900 mila impianti già installati, entro un decennio in Italia potremmo assistere a uno tsunami di moduli a fine vita. Quindi la durata della vita dei pannelli solari influisce anche sulla produzione di rifiuti, calcolando che ogni megawatt installato corrisponde a 80 tonnellate di rifiuto e le stime globali prevedono un trend di crescita in termini di produzione. Secondo le previsioni di Irena (L'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili), a livello mondiale si produrranno 78 milioni di tonnellate di rifiuti entro il 2050. Attualmente non esiste una filiera dedicata al trattamento perché il flusso di rifiuti non è ancora sufficienti a giustificarla".  

Uno smaltimento corretto ed ecosostenibile dei pannelli solari è quindi fondamentale. 

Non è un caso che da anni l’Enea studia la messa a punto di sistemi capaci di raggiungere il 100% del recupero dei materiali. Il problema è riuscire a rendere l'intero processo del trattamento del fine vita sia economicamente conveniente che con un basso impatto ambientale.

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