Il Ritiro Dedicato - detto anche RID - è una soluzione che consente ai possessori di un impianto fotovoltaico di condividere l'energia eccedente prodotta con la rete elettrica nazionale, ricavandone così un vantaggio economico. Questo argomento ha recentemente sollevato un interesse crescente da parte di chi ha deciso di installare un impianto fotovoltaico.  

Ma cos’è esattamente il ritiro dedicato e come vi si può accedere? Quali sono le differenze con lo scambio sul posto? Rispondiamo a queste domande nella nostra guida.

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Ritiro dedicato: come farsi pagare per l’energia eccedente

Ritiro dedicato: come farsi pagare per l’energia eccedente

Il Ritiro Dedicato - detto anche RID - è una soluzione che consente ai possessori di un impianto fotovoltaico di condividere l'energia eccedente prodotta con la rete elettrica nazionale, ricavandone così un vantaggio economico. Questo argomento ha recentemente sollevato un interesse crescente da parte di chi ha deciso di installare un impianto fotovoltaico.  

Ma cos’è esattamente il ritiro dedicato e come vi si può accedere? Quali sono le differenze con lo scambio sul posto? Rispondiamo a queste domande nella nostra guida.

Perché il Ritiro Dedicato è sempre più diffuso

Quella del Ritiro Dedicato è una scelta sempre più diffusa nel nostro Paese, in particolare negli ultimi anni. 

  • Il primo motivo è da ricercare nei diversi incentivi e bonus che il Governo ha messo a disposizione della popolazione negli ultimi anni per risparmiare sui costi di installazione degli impianti fotovoltaici
  • un altro motivo risiede nella crescente sensibilità verso temi ambientali, come l’efficientamento energetico e l’autoconsumo; 
  • Il terzo motivo, non meno importante, consiste nel recente e significativo aumento dei prezzi dell’energia, che si è tradotto in bollette più care per i consumatori, i quali hanno cercato nuove soluzioni per risparmiare e alleggerire i costi.  

È in questo contesto che cittadini, ma anche aziende e imprese, hanno optato per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Tali impianti, sfruttando l’autoconsumo, hanno permesso a molte realtà di divenire più indipendenti dalla rete elettrica nazionale.  

Il vantaggio diventa ancora più importante quando si opta per l’installazione di un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo. Questo perché il sistema di accumulo consente di immagazzinare energia durante la giornata, per poterla usare al momento del bisogno, per esempio la sera o quando c’è brutto tempo.  

In aggiunta a questo sistema, l’opzione del Ritiro Dedicato consente al produttore di energia anche di vedersi retribuire l’energia elettrica prodotta in eccesso e immessa nella rete elettrica nazionale.

Cos’è il ritiro dedicato: una definizione

Per fornire una definizione semplice di Ritiro Dedicato, possiamo dire che questa opzione equivale a una vera e propria compravendita di energia elettrica.  

Dal 1° gennaio 2008, infatti, l’energia elettrica immessa nella rete elettrica nazionale dagli impianti di un produttore che ne ha fatto richiesta, può essere ceduta al GSE (Gestore Servizi Energetici) o al mercato libero, secondo una determinata procedura e applicando le condizioni economiche di mercato.  

Il GSE, quindi, corrisponde al produttore un determinato prezzo per ogni kWh immesso in rete, prezzo che viene stabilito in base alla tipologia di impianto, in base all’ora nella quale l’energia viene immessa in rete e alla zona di mercato in cui si trova l’impianto.  

Prima di inviare una richiesta di accesso al Ritiro Dedicato è fondamentale avere le idee chiare su questo tipo di servizio. Ad esempio, bisogna capire:

  • se si ha la possibilità di accedere al servizio; 
  • in che modo fare richiesta; 
  • quanto può pagare il GSE; 
  • se è più conveniente rispetto ad altre opzioni, come lo scambio sul posto. 

A breve, infatti, forniremo anche alcune indicazioni in merito alle differenze tra queste due diverse convenzioni con il GSE.

Chi può accedere al ritiro dedicato

L’accesso al Ritiro Dedicato è riservato ai titolari di impianti alimentati da fonti rinnovabili e non rinnovabili, purché si rispettino determinate condizioni. In particolare, possono accedere all’opzione del ritiro dedicato gli impianti con:  

  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti rinnovabili, compresa la produzione imputabile delle centrali ibride; 
  • potenza qualsiasi per impianti che producano energia elettrica da fonti rinnovabili come quella eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica (limitatamente agli impianti ad acqua fluente); 
  • potenza apparente nominale inferiore a 10 MVA alimentati da fonti non rinnovabili, compresa la produzione non imputabile delle centrali ibride; 
  • potenza apparente nominale uguale o superiore a 10 MVA, alimentati da fonti rinnovabili (diverse dalle fonti rinnovabili precedentemente citate) limitatamente agli impianti ad acqua fluente purché nella titolarità di un autoproduttore. 

Non possono, invece, accedere al servizio gli impianti che accedono a meccanismi di incentivazione che comprendano il riconoscimento di una tariffa onnicomprensiva. Inoltre, l’opzione del Ritiro Dedicato non è compatibile con quella dello scambio sul posto

Come si invia la richiesta di accesso al servizio

Come specificato anche sul sito del GSE, i produttori possono scegliere tra due modalità diverse per inviare la richiesta di accesso al servizio:  

  • Modello Unico: in questo caso, il GSE, dopo aver ricevuto dai gestori di rete i dati presenti nel Modello Unico, provvederà ad attivare il contratto e a comunicare all'utente le informazioni per poterne visualizzare tutti i dati accedendo al portale Ritiro Dedicato - RID dell'Area Clienti GSE; 
  • Modalità standard: i produttori devono inviare l’istanza attraverso il servizio di ritiro dedicato- RID dell’Area Clienti GSE entro 60 giorni dall’entrata in servizio dell’impianto.  

Il contratto dura un anno solare ed è tacitamente rinnovabile, a prescindere che si sia scelta la prima o la seconda modalità di richiesta per l’accesso al servizio. Inoltre, il produttore ha la facoltà di recedere in ogni momento. La disdetta può essere inviata, prima di 60 giorni dalla data in cui si vuole recedere, attraverso il portale informatico dedicato.

Quanto paga il GSE per il Ritiro Dedicato

Per quanto riguarda i prezzi riconosciuti ai produttori, come abbiamo visto, questi variano in base al tipo di impianto, ma anche in base all’ora di immissione dell’energia elettrica in rete o alla zona di mercato in cui si trova l’impianto.  

  • Il produttore può richiedere l’applicazione dei Prezzi Minimi Garantiti quando si parla di impianti a fonte rinnovabile, non incentivati, di potenza fino a 1MW, di impianti fotovoltaici, incentivati, di potenza fino a 100 kW o di impianti idroelettrici di potenza fino a 500 kW- Tali prezzi vengono stabiliti ogni anno dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) e si differenziano per fonte e per scaglione di energia. La finalità dei Prezzi Minimi Garantiti è sia assicurare la sopravvivenza economica di piccoli impianti e di garantire una retribuzione minima, a prescindere da quale sia l’andamento del mercato elettrico.  
  • In tutti gli altri casi, invece, viene riconosciuto il Prezzo Zonale Orario (PZO), basato sull’ora nella quale l’energia viene immessa nella rete e sulla zona di mercato in cui si trova l’impianto.  

Ritiro Dedicato e scambio sul posto: differenze e compatibilità

Molto spesso, il Ritiro Dedicato viene confuso o trattato come un sinonimo di Scambio sul Posto. In realtà, tra queste due opzioni intercorrono alcune differenze e, tra l’altro, non sono compatibili tra loro.  

  • Il Ritiro Dedicato, come abbiamo visto, appare come una vera e propria compravendita. L’energia elettrica in eccesso immessa in rete viene pagata al produttore in base al prezzo di mercato dell’energia in quel momento.  
  • Lo Scambio sul Posto, anche noto come SSP, funziona in maniera diversa. Possiamo dire che si tratta di un rimborso e che consente di compensare l’energia elettrica immessa in rete in un determinato momento con quella prelevata in un momento diverso da quello in cui si produce. In sostanza, dell’energia complessiva eccedente immessa in rete, una parte è controbilanciata dai prelievi effettivi alla rete, per esempio di notte o quando c’è brutto tempo, ma tali prelievi vengono rimborsati. Il GSE, infatti, verifica periodicamente quanta energia è stata prelevata e quanta immessa e stabilisce il contributo per ripagare l’utente dell’energia immessa in rete.

Conviene di più il ritiro dedicato o lo scambio sul posto? 

Determinare quale delle due opzioni, tra Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto, sia maggiormente conveniente non è semplice. Questo perché ogni situazione è a sé e la scelta deriverebbe da diversi fattori, per esempio la quantità di energia prodotta e utilizzata o le abitudini di consumo del produttore.  

In linea di massima, tenendo conto delle differenze tra Ritiro Dedicato e Scambio sul Posto, possiamo dire che:  

  • lo Scambio sul Posto conviene quando vi è lo stesso quantitativo di kWh prelevati e immessi in rete, condizione che in genere si verifica nel caso di piccoli impianti residenziali; 
  • il Ritiro Dedicato conviene quando si tratta di impianti di grandi dimensioni che producono grandi quantità di energia, ma hanno un autoconsumo molto basso che renderebbe nulli i vantaggi provenienti dal meccanismo dello scambio sul posto. 

Ritiro Dedicato e Superbonus 110% 

È bene ricordare, però, che ci sono casi in cui non è possibile optare per lo Scambio sul Posto. Un esempio è rappresentato da tutti coloro che hanno installato l’impianto fotovoltaico ricorrendo al Superbonus 110%. In questi casi, infatti, è stato obbligatorio aderire all’opzione del Ritiro Dedicato.  

Coloro che hanno installato un impianto fotovoltaico come intervento trainato beneficiando del Superbonus 110%, infatti, hanno dovuto sottoscrivere un contratto RID (di ritiro dedicato, appunto).  

In questi casi, dunque, non è possibile optare per lo Scambio sul Posto, ma si può solo optare per la vendita di energia elettrica eccedente e immessa in rete al GSE secondo i regimi dei prezzi che abbiamo analizzato nei paragrafi precedenti.  

Tra le due opzioni, la scelta della maggiore parte dei produttori che hanno installato l’impianto fotovoltaico con Superbonus 110% è caduta sul regime del Prezzo Minimo Garantito

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