L'Earth Overshoot Day è il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra. Ma cosa significa esattamente? Come si calcola e chi lo calcola? Scopriamo insieme il significato, come è cambiato negli anni e quando cade nei singoli Paesi.

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Cos'è l’Overshoot Day, il giorno di sovrasfruttamento della Terra

Cos'è l’Overshoot Day, il giorno di sovrasfruttamento della Terra

L'Earth Overshoot Day è il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra. Ma cosa significa esattamente? Come si calcola e chi lo calcola? Scopriamo insieme il significato, come è cambiato negli anni e quando cade nei singoli Paesi.

Earth Overshoot Day: significato

Siamo in debito con il nostro Pianeta. Questa, purtroppo, ormai è una certezza, al punto da doverne instituire una ricorrenza, quella dell'Earth Overshoot Day. Il Giorno del sovrasfruttamento della Terra è, di fatto, il giorno in cui a livello globale l’umanità esaurisce completamente le risorse prodotte dalla Terra, superando in consumi la capacità che il nostro Pianeta ha di produrne in un anno. A fornire queste stime è l’organizzazione no-profit Global Footprint Network secondo la quale consumiamo ogni anno quasi il doppio delle risorse messa a disposizione dal Pianeta. 

Overshoot Day: come si calcola

Ma come si calcola l’Overshoot Day? A stabilire il Giorno del Sovrasfruttamento dell’intero Pianeta e dei singoli Paesi è il Global Footprint Network sulla base di alcuni indicatori ambientali come l'impronta ecologica, il consumo umano annuo di risorse naturali e la biocapacità, (fissata a 1.6 gha pro capite, unità di misura corrispondente alla produttività media di un ettaro di superficie terrestre).  

Il Global Footprint Network calcola il numero di giorni dell'anno in cui la biocapacità terrestre riesce a provvedere all'impronta ecologica umana, quelli restanti sono i cosiddetti “overshoot”. Il rapporto tra biocapacità e impronta ecologica di un essere umano in termini di cibo, energia e infrastrutture, moltiplicato per 365 definisce la data esatta dell’Overshoot Day, ovvero il giorno dell’anno in cui il bilancio va in deficit.

In termini pratici l’operazione non è altro che il confronto tra l’impronta ecologica dei cittadini, ovvero la quantità di terra e di mare necessaria per produrre le risorse consumate, e la biocapacità globale, cioè la capacità della Terra di rigenerarle in un anno.

Earth Overshoot Day: quando cade

La data viene annunciata ogni anno il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente: nel 2021 l’Earth Overshoot Day a livello globale è caduto il 29 luglio, nel 2022 l’allarme scatta con un giorno di anticipo, il 28 luglio, data entro la quale secondo i calcoli, il nostro Pianeta avrà esaurito le risorse prodotte. Da quel momento saremo in debito con la Terra.  

L’umanità sfrutta le risorse naturali a ritmi sempre più veloci di quanto riescano a rigenerarsi e, da quando il calcolo ha avuto inizio negli anni ’70, (il momento in cui siamo entrati in deficit ecologico e una sola Terra ha iniziato a non bastarci più), la data arriva sempre più in anticipo

  • Nel 2016 il rintocco è scattato il 3 agosto.  
  • Nel 2017 è stata il 30 luglio.
  • Nel 2019 è caduto il 26 luglio.
  • L’unica eccezione è stata quella del 2020, anno in cui per effetto della pandemia, la data è slittata fino al 22 agosto registrando un’inversione di tendenza.  
  • Ma è bastato il ritorno alla normalità e la fine dell’emergenza Covid perché riprendessimo le vecchie abitudini, così nel 2021 abbiamo vissuto consumando quello che avrebbero potuto produrre 1,75 Terre, dal momento che l’Overshoot Day è caduto il 29 luglio. 

Quando cade l’Overshoot Day per i singoli Paesi 

Il trend dei dati forniti dalla Global Footprint Network ci dice che consumiamo molto più di quanto il Pianeta possa rigenerare. Con le dovute differenze a seconda dei Paesi, ognuno con una propria capacità biologica. Non tutti, infatti, consumano allo stesso ritmo o dispongono della stessa quantità di materie prime.  

Così accade spesso che il debito dei Paesi “consumatori”, in genere quelli più industrializzati, venga compensato dal credito di quelli più virtuosi o meno sviluppati.   

La data dell’Earth Overshoot Day cambia da nazione a nazione.  

  • Secondo gli Overshoot Day 2022 la maglia nera spetta a Qatar e Lussemburgo, che avrebbero esaurito le proprie risorse già rispettivamente il 10 e il 14 febbraio.  
  • Ma preoccupano soprattutto Paesi di ben altra rilevanza, come Stati Uniti e Canada, le cui lancette si sono fermate al 13 marzo, seguiti da Australia, il 23 marzo. 
  • Per Germania, Francia e Gran Bretagna il giorno cruciale è arrivato il 4, il 5 e il 19 maggio. Maggio 2022 è il mese con il maggior numero di Paesi che vanno in debito con la Terra, sono infatti 28. Tra questi c’è anche l’Italia. 

Secondo le stime del National Footprint and Biocapacity Accounts, questo significa che, se tutti vivessimo consumando risorse con lo stesso ritmo degli australiani, ad esempio, non sarebbero sufficienti 4 terre, e se ci comportassimo come i cittadini statunitensi probabilmente ce ne servirebbero più di 5. 

Overshoot Day Italia

Per il nostro Paese l’Overshoot Day del 2022 è arrivato il 15 maggio. Rispetto allo scorso anno, l’Italia ha esaurito il proprio budget due giorni dopo. Ma è una magra consolazione. In base ai calcoli, vuol dire che, per soddisfare i propri bisogni, all’Italia servirebbero le risorse di 2,7 paesi grandi come il nostro. Dunque, anche i consumi degli italiani si fanno sempre meno sostenibili. 

Overshoot Day e la necessità di riportare indietro le lancette 

Cosa si può fare per invertire la rotta? Il Global Food Print avrebbe individuato alcune aree di intervento.  

  • Pianeta: aiutare la natura a prosperare; 
  • Città: progettarle e gestirle meglio; 
  • Energia: muoversi verso le fonti rinnovabili
  • Cibo: alimentarci meglio. 

La spinta maggiore per muoversi nella direzione di una vita più sostenibile arriva sicuramente dall’incremento nell’uso di energie rinnovabili, come ad esempio il fotovoltaico. Sfruttare l’energia solare per produrre energia 100% green fa bene all’ambiente, perché riduce al minimo le emissioni di CO2 e produce energia pulita. 

Il fotovoltaico in Italia è la seconda fonte di energia rinnovabile più usata: a fine 2021 secondo l’ultimo rapporto GSE, risultavano installati circa 1.016.000 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva di 22,6 GW e una produzione poco superiore a 25 TWh. 
I campi di applicazione sono i più disparati: l’energia prodotta dai pannelli può alimentare i mezzi di trasporto, i satelliti, ma soprattutto serve per generare elettricità e far funzionare il riscaldamento di casa. Tutto senza sprechi energetici e nel massimo rispetto del Pianeta.  

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