Tra le fonti rinnovabili, l’energia oceanica, anche detta pelagica, costituisce un metodo per produrre energia pulita dall’immenso potenziale. Eppure, non si sente spesso parlare di energia marina. Almeno non quanto si parli di altri tipi di energia rinnovabile, come l’eolico, il fotovoltaico o l’idroelettrico. Ma perché questo potenziale oggi ancora non è pienamente sfruttato? 

La motivazione non sta nell’efficienza di questo tipo di energia dal punto di vista dell’impatto ambientale. L’energia oceanica, infatti, è pulita e rinnovabile, e non produce emissioni di anidride carbonica. Tuttavia, ci sono diversi ostacoli che non sono ancora stati del tutto superati.  

In questa guida, risponderemo ad alcune delle domande più frequenti in merito. Partiremo dalla definizione di energia oceanica, per poi spostarci verso un’attenta analisi dei vantaggi e degli svantaggi del suo utilizzo. Infine, vedremo quanto è sfruttata l’energia marina in Italia e nel mondo.

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Energia oceanica: vantaggi e svantaggi

Energia oceanica: vantaggi e svantaggi

Tra le fonti rinnovabili, l’energia oceanica, anche detta pelagica, costituisce un metodo per produrre energia pulita dall’immenso potenziale. Eppure, non si sente spesso parlare di energia marina. Almeno non quanto si parli di altri tipi di energia rinnovabile, come l’eolico, il fotovoltaico o l’idroelettrico. Ma perché questo potenziale oggi ancora non è pienamente sfruttato? 

La motivazione non sta nell’efficienza di questo tipo di energia dal punto di vista dell’impatto ambientale. L’energia oceanica, infatti, è pulita e rinnovabile, e non produce emissioni di anidride carbonica. Tuttavia, ci sono diversi ostacoli che non sono ancora stati del tutto superati.  

In questa guida, risponderemo ad alcune delle domande più frequenti in merito. Partiremo dalla definizione di energia oceanica, per poi spostarci verso un’attenta analisi dei vantaggi e degli svantaggi del suo utilizzo. Infine, vedremo quanto è sfruttata l’energia marina in Italia e nel mondo.

Cos’è l’energia marina

Quando facciamo riferimento alla produzione di energia sfruttando uno degli elementi più presenti sul nostro Pianeta, cioè l’acqua di mari e oceani (definita, talvolta, come oro blu), immediatamente colleghiamo questo tema alle centrali idroelettriche e, più in generale, all’energia idroelettrica.  

L’energia elettrica, però, può essere prodotta anche sfruttando correnti, maree e onde del mare. Infatti, esattamente come il fotovoltaico estrae energia dal sole o le pale eoliche lavorano per produrre energia derivante dal vento, ci sono metodi che consentono di produrre energia a partire dal movimento naturale dei mari e degli oceani. In questo caso parliamo di energia marina o oceanica o pelagica.  

Considerando che il 70% della superficie del nostro Pianeta è costituito proprio da acqua, è facile comprendere che sfruttare appieno le potenzialità di specifici impianti potrebbe, potenzialmente, consentirci di produrre energia per soddisfare il fabbisogno di una grande fetta della popolazione mondiale. 

L'energia oceanica rappresenta una fonte energetica alternativa che contribuisce alla diversificazione del mix energetico e, come altre fonti rinnovabili, consente di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, altamente inquinanti. A differenza di questi ultimi, infatti, l’energia oceanica rappresenta una fonte pulita e a basso impatto ambientale dal momento che non produce emissioni significative di gas a effetto serra, responsabili del cambiamento climatico.  

Energia rinnovabile marina: come funziona

La sua storia dell’energia rinnovabile marina comincia nel 1799, in Francia, con il primo brevetto per trarre energia dal movimento delle onde, al quale seguirono, nel tempo, diversi nuovi sistemi per estrarre energia dal mare. Ma come funziona

Il funzionamento dell’energia oceanica è molto simile al movimento delle pale eoliche. Attraverso tecnologie di tipo fluidodinamico, correnti, onde e maree vengono sfruttate per ricavare energia meccanica che viene, poi, trasformata in energia elettrica. Per meglio comprendere il funzionamento dell’energia termica oceanica, va detto, innanzitutto, che esistono diversi sistemi che consentono di estrarre energia dal mare o dall’oceano, sfruttando le correnti, l’energia delle maree o anche le differenze di temperatura tra acqua in superficie e acqua in profondità.  

  • Energia dalle correnti: si tratta dello stesso meccanismo sfruttato dalle pale eoliche per produrre energia dal vento. L’energia cinetica generata dalle correnti muove delle pale e produce energia meccanica che, poi, viene trasformata in energia elettrica. 
  • Energia mareomotrice: le centrali mareomotrici vengono collocate dove sono presenti elevati dislivelli tra alta e bassa marea. L’energia viene, così, prodotta a partire dall’innalzamento e abbassamento del livello del mare. 
  • Energia talassotermica: in questo caso, ad essere sfruttata è l’energia termica derivante dalle diverse temperature tra l’acqua in superficie e quella delle profondità del mare. 
  • Energia a gradiente salino: il passaggio di molecole di acqua dolce verso l’acqua salata viene sfruttata per produrre energia. Ciò è possibile, per esempio, presso le foci dei fiumi. Questa è, però, l’energia marina meno sfruttata, in quanto i costi per le tecnologie da impiegare si rivelano molto elevati.

Vantaggi dell’energia termo oceanica

Il fatto che l’energia oceanica non sia particolarmente sfruttata, non toglie nulla al suo potenziale.  

  • Parliamo, infatti, di una fonte di energia rinnovabile estremamente pulita, il cui impatto sull’ambiente è davvero ridotto.  
  • Maree, correnti e onde sono fonti inesauribili: tanto più se si considera che l’acqua è presente, come già detto, su una superficie pari al 70% del nostro Pianeta, il che rende la produzione di energia marina sempre garantita. 
  • Inoltre, a differenza di alcune fonti energetiche rinnovabili come il sole o il vento, l'energia oceanica ha il potenziale per generare elettricità in modo continuo, anche se, in merito a questo punto, vanno comunque fatte ulteriori valutazioni per assicurarne la fattibilità.  

Stando a quanto detto, l’energia marina costituisce dunque un’ottima fonte alternativa per la produzione di grandi quantità di energia, in quanto a ridotto impatto sull’ambiente, sostenibile e rinnovabile. Come già accennato, però, non è sfruttata al pari di altre rinnovabili, come il fotovoltaico o l’eolico, a causa di alcuni fattori che rendono più difficile la produzione di energia da mari e oceani. 

Vediamoli a seguire.

Limiti e svantaggi dell’energia oceanica

Come tutte le fonti di energia rinnovabile, anche l’energia oceanica presenta dei limiti

Innanzitutto si tratta di un settore che, per molti versi, è ancora in fase di sperimentazione e sviluppo. 

  • In minima parte, così come avviene per altre fonti green come l’idroelettrico, la costruzione degli impianti potrebbe comunque creare squilibri all’ecosistema marino, influenzando i modelli di sedimentazione e l'habitat delle specie marine.  
  • L’ostacolo più imponente riguardo all’utilizzo massiccio dell’energia oceanica sta, però, principalmente nei costi elevati. Non solo quelli legati alla progettazione e realizzazione degli impianti, ma anche quelli relativi alla manutenzione e alla gestione degli stessi. Le spese ingenti, dunque, rendono questa forma di energia meno competitiva rispetto alle fonti convenzionali. 
  • Oltre al discorso sui costi, ci sono anche altri limiti che non sono stati ancora superati per assicurare la produzione di energia dal mare e dall’oceano, come l’imprevedibilità delle maree e delle correnti, che può comportare una produzione intermittente di energia. Questo richiederebbe l'integrazione di sistemi di stoccaggio o altre fonti energetiche per garantire un approvvigionamento costante. 
  • Infine vanno citate le limitazioni geografiche, dal momento che non tutti i luoghi costieri sono adatti a ospitare gli impianti, soprattutto perché spesso è necessario disporre di spazi molto ampi.

L’energia marina in Italia

Come abbiamo più volte ribadito, ad oggi il mondo non sfrutta appieno (anzi, nemmeno per la metà) le potenzialità dell’energia oceanica. I motivi alla base di questa scelta li abbiamo appena visti e pesano molto sulla decisione delle singole nazioni di investire sulla costruzione e manutenzione degli impianti.  

L’Italia, da questo punto di vista, si rivela tra i paesi più attivi. Il nostro Paese dispone, in effetti, di chilometri di coste e, anche se l’energia oceanica non viene sfruttata al 100%, figura comunque tra gli Stati (come il Regno Unito) che hanno destinato maggiori finanziamenti pubblici al settore dell’energia marina (per un totale di 5 milioni di euro).  

Attualmente nel nostro Paese sono presenti:

  • un impianto situato in Toscana, a Punta Righini,
  • un altro sorto a Marina di Pisa.

Insomma, l’Italia sembra andare nella direzione di una sperimentazione sempre maggiore dell’energia oceanica. È difficile, però, stabilire quale sarà l’impegno nei prossimi anni. Il Paese, infatti, oggi sta puntando anche su altre fonti green, in particolare sul fotovoltaico. Negli ultimi anni, infatti, il governo italiano ha messo a disposizione un numero sempre maggiore di bonus e incentivi per portare i cittadini e le aziende verso la scelta di realizzare impianti fotovoltaici e, di conseguenza, produrre energia per ridurre la dipendenza dalla rete elettrica nazionale.

Energia oceanica vs energia solare: fonti a confronto

Energia oceanica ed energia solare presentano delle notevoli differenze (non soltanto in termini di costi) che rendono la seconda decisamente più vantaggiosa e la sua diffusione più agevole.  

  • Sia l’energia oceanica che l’energia solare sono fonti rinnovabili e abbondanti di energia e non producono emissioni significative di gas ad effetto serra.  
  • L’energia oceanica si dimostra, per certi versi, più affidabile della solare: si pensi, per esempio, al fatto che la produzione di quest’ultima dipende anche dal fattore meteorologico. 
  • Il fotovoltaico è ampiamente disponibile in tutto il mondo, mentre l'energia oceanica richiede specifiche condizioni geografiche per essere sfruttata in modo efficace.  
  • Rimane, poi, il nodo sui costi. Attualmente, i costi di installazione e manutenzione per l'energia oceanica sono generalmente più alti rispetto all'energia solare che, negli anni, ha beneficiato di un notevole sviluppo tecnologico e di economie di scala, che hanno contribuito a ridurre i costi e a renderla più competitiva sul mercato. 
  • Scalabilità: a differenza delle centrali oceaniche, infatti, per sfruttare l’energia solare è possibile installare sia piccoli impianti solari residenziali che grandi impianti solari su vasti terreni, a seconda delle esigenze e delle risorse disponibili. 

Per concludere, ricordiamo che l’energia marina al momento rappresenta ancora un potenziale in parte inespresso, ma a suo modo contribuisce al mix energetico sostenibile e alla transizione energetica in atto. Un progetto importante ed ambizioso che vede protagonista anche ENGIE, con l’Obiettivo Net Zero Carbon entro il 2045

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