Quando si parla di edilizia sostenibile, il tema della casa passiva è sicuramente uno dei più interessanti. La Passivhaus, secondo il termine originale di lingua tedesca, è il modello di casa che garantisce il maggiore risparmio energetico. Una passive house copre infatti la maggior parte del proprio fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento interno facendo ricorso a dispositivi passivi. Vediamo allora quali sono costi e i vantaggi di questa soluzione 

Abitare 26 02 2021

Casa passiva: cos’è e quanto fa risparmiare?

Casa passiva

Quando si parla di edilizia sostenibile, il tema della casa passiva è sicuramente uno dei più interessanti. La Passivhaus, secondo il termine originale di lingua tedesca, è il modello di casa che garantisce il maggiore risparmio energetico. Una passive house copre infatti la maggior parte del proprio fabbisogno di energia per il riscaldamento e il raffrescamento interno facendo ricorso a dispositivi passivi. Vediamo allora quali sono costi e i vantaggi di questa soluzione 

Cos’è una casa passiva

Le definizioni di edificio passivo e casa passiva si trovano già in una pubblicazione del 1978. Il protocollo Passivhaus è stato prodotto invece dieci anni più tardi dalla collaborazione tra Bo Adamson dell’università svedese di Lund e il tedesco Wolfgang Feist. A permettere lo sviluppo del loro concetto fu il Land tedesco Assia, finanziando una serie di progetti. La realizzazione della prima casa passiva avvenne così nel 1991 in Germania. 

Questo tipo di edificio coniuga due tratti fondamentali dell’edilizia ecosostenibile:

  • Efficienza energetica,
  • Maggiore sostenibilità.

Il raggiungimento dell’obiettivo è demandato al cosiddetto riscaldamento passivo. Con questa definizione si intende un riscaldamento che non deriva da impianti tradizionali (caloriferi o radiatori), bensì dall’irraggiamento solare. Quest’ultimo si raggiunge grazie alle finestre, alla presenza delle persone nell’abitazione e agli elettrodomestici. 

Al raggiungimento dell’obiettivo concorre la compresenza di infissi termici, pareti coibentate e impianti di ventilazione creati per recuperare calore. La definizione “passiva” deriva dunque da ciò: la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare (finestre, persone ed elettrodomestici) sono sufficienti a compensare le perdite dell’abitazione durante la stagione fredda.

Come funziona una casa passiva 

La casa passiva si serve delle cosiddette “masse di accumulo termico”. Si tratta di quantità di materiali con ottima capacità termica. Per bilanciare la differenza di calore presente tra i materiali edili, si usano materiali pesanti come pietra o calcestruzzo di nuova concezione o serbatoi d’acqua. Tutti i materiali vanno esposti all’ambiente interno, in modo che possano svolgere la funzione di accumulo e rilascio di calore e fresco. In alternativa si possono separare dall’ambiente tramite strati di materiali conduttivi. 
Le case passive possono essere realizzate in mattone, cemento armato o legno strutturale. 

Gli accorgimenti essenziali che garantiscono la massima efficienza a una casa passiva sono: 

  • Isolamento termico: si ottiene aumentando lo spessore del materiale isolante e collocando l’isolante nello strato più esterno della parete.
  • Calore interno: luce del sole, elettrodomestici, esseri umani. Quando l’isolamento termico è correttamente predisposto, sono queste variabili a generare calore.
  • Finestre: una casa passiva prevede finestre con tripli vetri. Il vetro isola più della cornice dell’infisso e le finestre aumentano luminosità e calore prodotto dai raggi solari.
  • Ventilazione: quella da interno ad esterno è, in una casa passiva, controllata. Ciò significa che, tramite un motore e un dispositivo per lo scambio di calore, l’aria in entrata assorbe oltre l’80% di quella in uscita. Questo sistema permette di mantenere uniforme la temperatura in tutti gli ambienti domestici.

Come abbiamo avuto modo di vedere finora, questo modello è stato progettato nel Nord Europa. La semplice trasposizione del progetto risente di un clima differente. Va infatti tenuto conto che, mentre per un clima rigido la casa passiva è concepita principalmente con l’obiettivo del risparmio energetico di riscaldamento, a fronte di un clima temperato bisogna preoccuparsi anche del raffreddamento. Questa considerazione va fatta sia nel caso di una casa passiva prefabbricata che di una casa passiva in muratura.

Casa passiva: costi

Una domanda inevitabile a questo punto è: quanto costa la costruzione di una casa passiva? Una casa passiva ha un costo medio superiore di circa il 20% rispetto a un’abitazione normale. Tra le voci di spesa da prendere in esame rientrano:

  • Costo del progetto,
  • Qualità dei materiali,
  • Team di lavoro composto da figure specializzate.

A queste voci vanno aggiunte quelle che riguardano i costi di costruzione. Ad esempio si può optare per un impianto fotovoltaico a pannelli solari oppure per un cappotto termico. Le loro dimensioni fanno aumentare sensibilmente il prezzo, così come l’installazione di infissi o finestre a triplo vetro o di una caldaia a pellet. 

I vantaggi di una casa passiva

A fronte di un costo di circa 2.000 euro per m², la casa passiva comporta numerosi vantaggi e non solo sul lungo periodo.

Questa soluzione abitativa ne offre in termini di sicurezza, non disponendo di un impianto a gas, e di impatto ambientale, con riduzione delle emissioni di CO2. Questo duplice vantaggio si traduce anche nel risparmio economico. L’assenza di un impianto a gas non comporta spese in fase di costruzione, mentre quelle per il riscaldamento e il raffrescamento si abbattono. A garantire il risparmio è anche il carburante: quello da utilizzare per ogni metro quadrato è nettamente inferiore (circa l’80% in meno) rispetto a quello di cui necessita una casa tradizionale.