La filiera agroalimentare corta è un modello di sviluppo sostenibile, equo e solidale. Ma che cosa si intende precisamente con l'espressione filiera corta? Quali sono i prodotti a km zero? Perché scegliere la filiera corta conviene? Ne parliamo in questa guida.

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Cos'è la filiera corta e perché sceglierla

Cos'è la filiera corta e perché sceglierla

La filiera agroalimentare corta è un modello di sviluppo sostenibile, equo e solidale. Ma che cosa si intende precisamente con l'espressione filiera corta? Quali sono i prodotti a km zero? Perché scegliere la filiera corta conviene? Ne parliamo in questa guida.

Filiera corta: definizione

Se immaginiamo la filiera come il viaggio che i prodotti compiono prima di arrivare sulla nostra tavola, dai produttori fino agli scaffali dei supermercati o dei negozi, potremmo definire il concetto di filiera come l’insieme di tutte le fasi attraversate dal cibo per arrivare fino al piatto del consumatore a partire dalla produzione della materia prima. La filiera agroalimentare può essere corta o lunga, dipende dal numero di passaggi produttivi, di trasformazione e di figure professionali coinvolte.  

  • La filiera lunga è caratterizzata da un alto numero di intermediari e lunghi tragitti per trasportare la merce fino al consumatore finale; le aziende agricole in generale forniscono le materie prime (frutta, verdura, carne, latte), ma non esiste il contatto diretto tra produttore e consumatore, in mezzo si inseriscono tutta una serie di passaggi e soggetti come i distributori. 
  • La filiera agroalimentare corta o a Km 0, è un modello di produzione, distribuzione e commercializzazione di prodotti alimentari che coinvolge un numero limitato di intermediari tra produttore e consumatore. In questo sistema i prodotti agricoli vengono venduti direttamente dal produttore al consumatore finale o, al massimo, attraverso pochi intermediari locali. 

Caratteristiche della filiera corta

La filiera corta si basa su alcuni elementi fondamentali come:  

  • Prodotti locali. I prodotti vengono coltivati o prodotti in prossimità del luogo di vendita, spesso all'interno della stessa regione o comunità. 
  • Numero limitato di intermediari. Viene ridotto al minimo il numero di passaggi tra produzione e arrivo al consumatore, eliminando o limitando il coinvolgimento di grossisti o distributori di lunga distanza. 
  • Tracciabilità. Poiché la catena di distribuzione è più breve, i prodotti possono essere tracciati facilmente fino alla loro origine. 
  • Freschezza. I prodotti sono spesso raccolti o preparati poco prima della vendita, garantendo maggiore freschezza e qualità. 
  • Sostenibilità. La minore distanza percorsa dai cibi, riduce le emissioni di gas serra prodotte dal trasporto (per la prevalenza su gomma) e promuove un approccio più sostenibile all'agricoltura. 
  • Supporto all'economia locale. La filiera corta contribuisce a sostenere l'economia delle comunità locali e le piccole imprese agricole. 

Esempi di filiera corta

Per ridurre ulteriormente i vari passaggi della filiera, si può ad esempio procedere alla distribuzione tramite vendita diretta, o online, mercati locali, gruppi di acquisto solidale (GAS), commercio all’ingrosso o tramite piccoli commercianti locali.

Ecco gli esempi più diffusi di filiera corta

  • Mercati degli agricoltori. Si tratta di un modello nato negli Stati Uniti e giunto in Europa sul finire degli anni '90. Sono luoghi di vendita diretta dei prodotti agricoli e si possono costituire dopo una richiesta presentata alle istituzioni locali da parte di imprenditori agricoli o associazioni di categoria. Sono caratterizzati da un forte legame con il territorio, attenzione ai piccoli produttori e alla comunicazione di valori etici ai consumatori, che riscoprono i mercati come luoghi di socialità e incontro 
  • GAS (Gruppi di Acquisto Solidale), ovvero gruppi di persone che vivono nello stesso territorio e si uniscono per organizzare i loro acquisti rivolgendosi soprattutto a produttori locali che possono garantire un’elevata qualità dei prodotti, il rispetto dell’ambiente e l’etica di un lavoro sostenibile. I prezzi dei prodotti saranno inoltre inferiori rispetto a quelli di un negozio tradizionale. 
  • Vendita in cassetta (Box Scheme). Molti produttori attivano dei servizi di consegna a domicilio (in genere settimanale) di una cassetta (box) variabile nelle dimensioni e nei contenuti. In base alle disponibilità del mercato, può contenere diversi generi alimentari: frutta o verdura di stagione, carne, formaggi, tutto proveniente da produttori locali.  
  • Community-Supported Agriculture (CSA). Si basa su una forma diretta di partenariato commerciale tra uno o più produttori e un gruppo di consumatori, nella quale le due parti condividono i rischi, le responsabilità e i costi dell'attività agricola, attraverso un accordo di lungo periodo. È un modello di cooperativa agricola fondato sull’alleanza tra chi produce cibo (i contadini, produttori) e chi lo consuma (il cliente finale): il consumatore diventa sostenitore diretto e parte integrante dell’azienda, è incentivato a scoprirla e a partecipare alle sue attività. Uno dei primi esempi in Italia è Arvaia, cooperativa dedita alla produzione di prodotti agricoli biologici che opera in regime di CSA, col supporto di una “piccola” comunità di soci-abbonati. 47 ettari di terreno a Borgo Panigale da cui ogni anno si ricavano prodotti da dividere tra tutti i soci che hanno contribuito a finanziare l’anno agricolo in corso.

Normativa sui prodotti a chilometro zero 

Fino a pochi anni fa non esisteva una regolamentazione sui prodotti a km 0: la normativa su cosa si possa definire chilometro zero o a filiera corta è quella introdotta con la legge numero 61, pubblicata in Gazzetta ufficiale l’11 giugno 2022 ed entrata in vigore il 26 dello stesso mese. 

La norma stabilisce:

  • I criteri per poter definire prodotti a km0: In base alla nuova legge si possono considerare a chilometro zero gli alimenti prodotti (o nel caso del pescato sbarcati) entro un massimo di 70 chilometri dal luogo di vendita o di consumo, e quelli provenienti dalla stessa provincia. Possono invece usare la dicitura di filiera corta, quei prodotti che arrivano al consumatore finale passando attraverso un intermediario al massimo.  
  • L'istituzione dei rispettivi loghi: i loghi devono essere esposti nei luoghi di vendita diretta, nei mercati, negli esercizi commerciali, di ristorazione o di somministrazione, all'interno dei locali, in spazi espositivi appositamente dedicati e all’interno di piattaforme informatiche di acquisto o distribuzione, ma non possono essere apposti sui prodotti, sulle loro confezioni e su qualsiasi imballaggio utilizzato per la vendita.
  • Gli strumenti di promozione.
  • Le sanzioni per gli usi illeciti: le sanzioni, per chi viola le norme previste dalla nuova legge vanno da un minimo di 1.600 a un massimo di 9.500 euro. 

Perché scegliere il chilometro zero 

Una filiera corta solidale presenta numerosi vantaggi per diverse categorie: per i produttori, per i consumatori e per la comunità e l’ambiente. Vediamo i principali. 

Agricoltore.
Per l’agricoltore la filiera corta comporta numerosi vantaggi, soprattutto economici dovuti alla riduzione dei costi di produzione: 

  • minore impiego di energia: rispettare la stagionalità dei prodotti vuol dire sfruttare maggiormente il ciclo naturale di produzione; 
  • abbattimento dei costi per l’imballaggio e il carburante: il trasporto su lunghe distanze viene ridotto al minimo; 
  • relazione diretta tra produttori e consumatori: nella filiera classica i produttori perdono la proprio centralità e i margini di guadagno si riducono. In quella corta invece gli agricoltori o allevatori riconquistano la propria centralità grazie alla possibilità di stabilire un rapporto diretto con i consumatori.

Consumatore.
Per il consumatore i prodotti a chilometri zero garantiscono: 

  • qualità e freschezza dei prodotti: la filiera corta riduce il tempo e la distanza tra la produzione e la vendita, i prodotti sono spesso più freschi e di migliore qualità. Ciò può significare alimenti più nutrienti e saporiti; 
  • trasparenza e tracciabilità: è più facile tracciare l'origine dei prodotti alimentari, fornendo ai consumatori maggiore trasparenza sulla loro provenienza, metodi di coltivazione e pratiche agricole; 
  • promozione della salute: la produzione e la vendita di prodotti freschi, locali e di stagione favorisce una dieta più equilibrata e sana per i consumatori; 
  • meno sprechi alimentari: i prodotti vengono venduti più rapidamente e direttamente ai consumatori, perciò la possibilità di ridurre gli sprechi di cibo lungo la catena di approvvigionamento aumenta; 
  • impatto sociale: una minore distanza sociale favorisce l’acquisizione di informazioni da parte dei consumatori (rapporto di fiducia e scambio di informazioni senza intermediari tra produttori e consumatori), mentre le filiere globali tendono a tenere nascosto il costo sociale delle merci. La filiera corta aumenta quindi la cooperazione e la solidarietà all’interno della catena alimentare e accresce la consapevolezza del consumatore, favorendo un consumo critico. 

Comunità e ambiente.
Infine, anche per la comunità e l’ambiente la filiera corta comporta innegabili vantaggi: 

  • sostenibilità ambientale: limitando i vari passaggi lungo la catena di distribuzione, la filiera corta aiuta a ridurre l'impatto ambientale legato al trasporto e alle emissioni di gas serra e incentiva pratiche agricole più sostenibili. Sostanze naturali e rotazione colturale al posto di pesticidi, ormoni o pratiche di agricoltura intensiva dannose per il suolo e il benessere degli animali; 
  • valorizzazione del territorio e dell'economia locale: la filiera corta sostiene l'economia delle comunità locali e delle piccole imprese agricole, contribuendo a mantenere vive tradizioni e tipicità regionali; 
  • diversificazione economica: la filiera corta incoraggia la diversificazione della produzione agricola locale, riducendo la dipendenza da pochi grandi mercati e monoculture. 

Come scegliere i prodotti a chilometro zero

Per distinguere e scegliere i prodotti a chilometro zero, i consumatori possono seguire alcuni passaggi e considerare determinati fattori.  

  • Etichettatura e informazioni del produttore: controlla l'etichetta del prodotto o le informazioni fornite dal produttore. Alcuni produttori possono specificare se i loro prodotti sono a chilometro zero o se provengono da coltivazioni o aziende locali. 
  • Mercati dei contadini e agricoltori locali: visita i mercati dei contadini e gli agricoltori locali, dove spesso i prodotti a chilometro zero sono venduti direttamente dai produttori. Puoi avere l'opportunità di parlare direttamente con loro per ottenere informazioni sulla provenienza dei prodotti. 
  • Certificazioni: alcuni prodotti a chilometro zero possono essere accompagnati da certificazioni o marchi di qualità che attestano la loro provenienza locale. Cerca questi segni distintivi durante gli acquisti. 
  • Stagionalità: i prodotti a chilometro zero sono quasi sempre legati alla stagionalità. Acquista prodotti che sono tipici della tua regione e che sono naturalmente disponibili nella stagione corrente.

Tenendo conto di queste indicazioni, i consumatori possono prendere decisioni consapevoli e sostenibili quando scelgono prodotti a chilometro zero, contribuendo al benessere dell'ambiente e della comunità locale.

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